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Operazione “Tallone d’Achille”: maggiore controllo sulla filiera della pesca

La Guardia Costiera ha garantito la tutela del consumatore finale, con un prodotto ittico di qualità

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Il Faro on line – “Nel corso del periodo delle festività appena concluse, con personale militare specializzato nel settore pesca, la Guardia Costiera di Gaeta ha svolto l’operazione di vigilanza pesca denominata ‘Tallone d’Achille’. L’operazione, organizzata su tutto il territorio nazionale dal Comando Generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, ha avuto come obiettivo primario quello di controllare e vigilare l’intera filiera della pesca, in un periodo, come quello delle festività natalizie, dove è maggiore il consumo del pescato” – lo dichiara in una nota la Guardia Costiera di Civitavecchia.

“Al fine, quindi, di garantire la tutela del consumatore finale, con un prodotto ittico di qualità, e proteggere la risorsa ittica dagli abusi, si sono svolti controlli di polizia marittima sia a terra che in mare.
I militari della Guardia Costiera hanno proceduto, così, all’attività di controllo sulla commercializzazione dei prodotti ittici, nelle diverse località del sud pontino nonché nei comuni dell’entroterra frusinate. Tale attività ha riguardato anche la ristorazione ed il trasporto del prodotto ittico sulle principali arterie stradali del territorio”.

“Vigilare sugli strumenti da pesca utilizzati – prosegue il comunicato – e sulle zone ove svolgere l’attività, soprattutto sottocosta, sono stati, invece, gli obiettivi delle motovedette della Guardia Costiera, nel corso dei controlli svolti anche in orari notturni.
Al termine dell’operazione, che ha visto impegnati circa quaranta militari, sono stati sottoposti a sequestro circa tre quintali di prodotto ittico sprovvisti della prevista documentazione attestante la provenienza o, in alcuni casi, conservati in modo non idoneo e, pertanto, privi di ogni garanzia per il consumatore finale”.

“Tale sequestro di prodotti ittici e molluschi di varie specie, ha portato all’elevazione di verbali amministrativi per un importo di circa settantatremila euro, per violazione dei Regolamenti Europei e normative nazionali in materia di tracciabilità e rintracciabilità di prodotti ittici” – conclude la nota.

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