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Fondi europei: audizione sullo stato di attuazione dei programmi

Nella programmazione attuale, quella che va fino al 2020, sono previsti circa 903 milioni

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Il Faro on line – Si è svolta oggi in Commissione II Affari comunitari e internazionali, cooperazione tra i popoli e tutela dei consumatori, presieduta da Piero Petrassi, una audizione sullo stato di attuazione dei programmi operativi regionali di utilizzazione dei fondi strutturali e delle altre risorse finanziarie ordinarie e/o aggiuntive per i periodi 2007/2013 e 2014/2020. Erano presenti Giorgio Pugliese, responsabile della Cabina di regia per l’attuazione delle politiche regionali ed europee, e i responsabili delle autorità di gestione dei fondi, Rosanna Bellotti, per il Por-Fesr, Roberto Ottaviani, per il Psr-Feasr, ed Elisabetta Longo, per il Por-Fse.

Pugliese ha aperto gli interventi esprimendo soddisfazione sul rafforzamento della Cabina di regia, ma lanciando anche l’allarme sulla prossima programmazione, quella successiva al 2020, nella quale potrebbe cambiare il sistema di accesso ai fondi, privilegiando quello diretto a discapito di quello mediato dalla Regione, in un senso, quindi, al quale, a suo avviso, il Lazio non è preparato. A tal fine, è opportuno creare una rete territoriale che sia di supporto alle istituzioni preposte alla materia, facendo capo al cosiddetto “ufficio Europa”, che è poi una sottostruttura della programmazione economica.

Positiva novità, invece, a suo parere, l’introduzione di un organismo strumentale per la gestione dei fondi, possibilità data alle regioni dalla legge di stabilità, per far sì che i fondi europei non passino più per il bilancio regionale. Nel rispondere ai consiglieri, Pugliese ha affermato anzitutto, sollecitato in tal senso da Gaia Pernarella (Movimento 5 stelle), che la formazione del personale regionale e degli amministratori locali rimane di importanza cruciale, ma essa va fatta sul campo e non in modo astrattamente teorico. Il problema della “finanza diretta”, ha chiarito Pugliese rispondendo a Michele Baldi (Lista Zingaretti), sta nel fatto che i soggetti privati e pubblici che accedono direttamente ai fondi senza passare attraverso l’intermediazione della Regione, potrebbero trovare delle difficoltà operative.

A una richiesta di chiarimenti di Riccardo Valentini (Partito democratico), Pugliese ha risposto poi che gli interventi di “area interna” vanno pensati in un’ottica di area vasta e non con l’occhio esclusivamente all’ entità delle risorse disponibili per i singoli interventi. Questo anche perché le risorse disponibili per questo tipo di progetto non sono così ingenti. “Raccogliere le buone pratiche attuate in altri paesi europei per farne tesoro”, uno dei suggerimenti di Giampaolo Manzella (Pd), trova, secondo Pugliese, ostacoli di carattere organizzativo e in ultima analisi economico, poiché servirebbe un vero e proprio ufficio studi con personale qualificato ed esperto a cui poter offrire qualifiche adeguatamente retribuite, cosa che al momento è difficile.

Preoccupata dell’allarme lanciato da Pugliese si è detta Silvana Denicolo’ (M5s), a cui il responsabile della Cabina di regia ha voluto precisare che si tratta solo per il momento di una tendenza presumibile; tendenza però confermata dal clima di scarsa solidarietà europea che si sta diffondendo in questi ultimi tempi.

La parola è passata quindi ai responsabili delle autorità di gestione dei singoli fondi strutturali, sollecitati da Pernarella ad elencare dei numeri per valutare in concreto l’attuazione dei programmi. Elisabetta Longo ha riferito che per il Fondo sociale europeo, nella programmazione precedente, 2007-2013, vi è stato non solo utilizzo pieno dei poco più di 740 milioni di euro stanziati, ma si è arrivati fino a 780 circa, per una percentuale di impiego del 105 per cento. Nella programmazione attuale, quella che va fino al 2020, per cui sono previsti circa 903 milioni, si è ad oggi attorno al 25 per cento di risorse impiegate o di cui si prevede l’impiego. Al di là del dato quantitativo, comunque è più importante, a suo avviso, verificare la qualità, nel senso di fecondità di ricadute, degli interventi.

Ammontava a 736 milioni di euro, ha riferito Rosanna Bellotti, il valore del programma del Fondo europeo sviluppo regionale per la precedente programmazione, di cui solo 15 milioni non sono ancora stati spesi, ma a chiusura dei conti si dovrebbe anche andare oltre la dotazione. Salita a 931 milioni la dotazione del fondo nella programmazione attuale, che è stata articolata in sei azioni. Il sistema adottato della “call for proposal” permette di coinvolgere i soggetti interessati “già nella fase di ingegnerizzazione dei bandi”, ha detto poi la Bellotti. Finalizzati ad ora circa 244 milioni di euro, entro giugno dovrebbero concludersi le attività preparatorie all’emanazione dei bandi, ha concluso.

Infine Roberto Ottaviani, riferendo i dati sul fondo strutturale agricolo, ha detto che il Lazio ha pagato tutti i 708 milioni di euro programmati per il 2007-13; l’entità degli interventi è quindi doppia, poiché era previsto che alla quota del fondo venisse affiancata una pari quota a carico del privato. A 780 milioni ammonta la dotazione del fondo per il periodo attualmente in corso ed esso è stato articolato nei due pilastri di “sviluppo” e “sostegno”. Al momento, già impegnati per un singolo bando 60 milioni di euro. Su precisa richiesta di Manzella sulla banda larga in agricoltura, è stato affermato che a fine programmazione attuale la banda a 30 mega dovrebbe coprire tutto il territorio regionale. Nelle zone cosiddette a “fallimento di mercato”, gli interventi saranno coperti completamente dal pubblico.

Prima dell’audizione, il presidente Petrassi aveva aggiornato a data da destinarsi i lavori per l’elezione di un vicepresidente della Commissione in sostituzione di Daniele Sabatini (Nuovo centrodestra). Erano presenti all’audizione odierna anche i consiglieri Marta Bonafoni (Sinistra ecologia libertà) e Massimiliano Valeriani (Pd).

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