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Gil: “Il gioco d’azzardo è la punta di un iceberg ignorato per anni”

Mario Russo D'Auria: "Quando denunciavamo la situazione siamo stati ignorati, come al solito. Oggi bisogna serrare le fila per correre ai ripari. Facendo ripartire l'economia, innanzitutto"

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Il Faro on line – “L’allarme lanciato da Megna sul boom delle sale da gioco e da scommesse, e i rischi che ne derivano, è condivisibile ma tardino. Accorgersi che c’è un problema quando ci sono già centinaia di punti scommesse in città serve a poco. Eppure in tempi passati – già con la precedente amministrazione, e poi anche dopo – avevamo lanciato chiaramente l’allarme, quando grazie al contatto con la gente avevamo cominciato a sentire che c’era un tessuto sociale allo stremo disposto a giocarsi gli ultimi spiccioli per tentare la svolta. Ma la segnalazione è rimasta lettera morta…”Parla con amarezza Mario Russo D’Auria, leader di Gil (Gruppo indipendente libero per Fiumicino), conscio che l’analisi fatta sui rischi del gioco d’azzardo a Fiumicino sia purtroppo veritiera.

“Il gioco è la punta visibile dell’iceberg, e la si vede perché è legale. Tutti questi punti scommesse, infatti, sono autorizzati dallo Stato. Ma chi entra in quei posti, il più delle volte sogna il colpaccio, tenta la fortuna che lo tolga dai guai, che gli regali una vita senza problema, finendo invece inevitabilmente per mangiarsi le ultime possibilità di risalire la china. Ecco che poi – prosegue Russo D’Auria – si diventa vittime della depressione, e per racimolare qualche soldo si è disposti a tutto. A diventare strumento della criminalità, magari spacciando droga ai nostri ragazzi, oppure prostituendosi in privato, scelta che alcune donne sono ormai costrette a fare. Purtroppo non è fantasia, ma realtà. Basta parlare con la gente per sapere, capire, conoscere la verità”.

Di chi la colpa? “Che ci sia un problema economico diffuso è evidente, ma non può essere un alibi. Questo territorio ha molto da offrire se messo a sistema, ma negli anni non si è mai riusciti a capire l’importanza dell’aspetto economico. E come se avessimo uno dottore che conosce la malattia ma poi non la cura, lasciando che le cose vadano alle lunghe. Inevitabilmente ciò che poteva essere fermato per tempo si incancrenisce fino a diventare una malattia grave, che è ciò che viviamo oggi economicamente”.

Proseguendo l’esempio del dottore, con chi ce l’ha? “Guardi, la cosa più semplice è prendersela col chirurgo che non riesce a risolvere una situazione inoperabile, che nel nostro caso è l’Amministrazione attuale. Il problema invece parte da lontano, cioè dal dottore che pur vedendo i sintomi non li ha saputi o voluti riconoscere, ossia dalle passate amministrazioni. Ma il punto non è affibbiare colpe a questo o a quello, è cercare di uscire da questa situazione…”

E come se ne esce? “Facendo muovere l’economia locale. Se per ogni iniziativa effettuata, l’opposizione di turno si deve mettere contro per partito preso, non si muoverà mai nulla. Ma a farne le spese saranno tutti i cittadini, perché nell’immobilità si muore. L’invito dunque è a fare squadra, maggioranza e opposizione. Un principio che deve valere sempre, quando si tratta di risollevare l’economia e mettere in moco la città. Adesso come nel futuro, qualunque siano le parti in campo. Sulla vita della città maggioranza e opposizione devono, e sottolineo devono, stare insieme. O almeno non fare ostruzionismo”.
Ilaria Perfetti

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