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Ambiente, cosa succede in città?

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dei cassaintegrati Bi-Lab: "Fateci fare il nostro lavoro"

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Il Faro on line – “Sono vent’anni che ci occupiamo con dedizione, scrupolo e coscienza, del controllo della qualità dell’ aria che respiriamo anche noi, a Civitavecchia, ed è per questo che ci preme raccontare cosa sta succedendo al di fuori di ogni possibile strumentalizzazione politica e senza avere l’arroganza di giudicare l’operato di nessuno, ma fornirgli le armi per meglio comprendere il peso e le conseguenze di certe decisioni che saranno probabilmente prese a Roma entro fine mese. Prima del 28 ottobre 2015 il controllo della qualità dell’aria nel territorio era possibile per mezzo di 17 centraline, di cui 6 gestite da ARPA Lazio e 11 gestite dal Consorzio di gestione dell’ Osservatorio Ambientale, a rischio chiusura per decisione unilaterale del Comune di Civitavecchia. Oggi lo stesso controllo è affidato solo a 6 centraline, in attesa che almeno uno degli enti preposti (Osservatorio Regionale o direttamente ARPA Lazio) decida cosa fare in merito. In ogni caso, comunque vada, sarà sempre Enel a pagare gli oneri derivanti dalla gestione e manutenzione di tali centraline quindi nulla è cambiato se non che tale controllo oggi è meno capillare e pertanto meno significativo”. Così scrivono i cassaintegrati Bi-Lab in una lettera aperta alla cittadinanza e all’amministrazione.

“Una sostanziale differenza però già c’è: otto dipendenti del Consorzio sono stati licenziati e nove dipendenti della ditta locale che si occupava della manutenzione delle 11 centraline ex Enel saranno in cassa integrazione dal 1° febbraio.Nelle 6 centraline direttamente gestite da ARPA LAZIO la manutenzione è affidata a ditta privata, non locale, come estensione contrattuale della rete regionale di monitoraggio, e così sarà anche per le altre 11, sempre che si riesca a rimetterle in piedi. Le 6 centraline gestite direttamente da ARPA Lazio costano 77.000 euro l’anno cadauna, mentre i costi di gestione delle 11 affidate al Consorzio erano pari a 28.000 euro cadauna.Noi ci chiediamo, forti della nostra ventennale esperienza e delle certificazioni ottenute nel tempo: per quale motivazione il controllo della qualità dell’aria si pensi possa diventare migliore, dal momento che comunque la manutenzione sarà affidata a soggetti privati (esattamente come ora) che continueranno ad essere pagati da ENEL (esattamente come ora), con l’unica differenza che fino a fine anno la manutenzione dava lavoro a nostri concittadini, mentre attualmente non da’ lavoro a nessuno e in futuro, forse, lo darà a ditte che non hanno sede a Civitavecchia (che attualmente costano di più).Tra l’altro la Bi-Lab srl fin dal 2009 ha sottoscritto un protocollo, validato proprio da ARPA Lazio, che sancisce le metodiche per il controllo e la validazione dei dati al fine di renderli utilizzabili per gli scopi di legge. Da 6 anni tali dati sono stati quotidianamente trasmessi ad ARPA Lazio che li ha inseriti all’ interno del proprio sistema previsionale regionale, a conferma della qualità e dell’ utilità del servizio svolto.Nella confusione attuale la città è stata privata di quegli strumenti che fino a ieri erano stati considerati da tutti necessari e indispensabili (le 11 centraline attualmente non funzionanti) e tutte le fonti inquinanti che incidono negativamente sulla qualità dell’aria che respiriamo continuano a farlo, ma con meno possibilità di controllo rispetto a prima”.

“La documentazione che prova quanto sopra esposto è stata ufficialmente consegnata al Sindaco, ma ad oggi il risultato è che comunque 17 suoi concittadini sono rimasti senza lavoro…qualcuno nutre dei dubbi sulla nostra capacità di effettuare una corretta manutenzione? Vi invitiamo a visitare il nostro stabilimento, invitiamo se necessario la stessa ARPA Lazio a tornare nuovamente da noi e rinnovare il protocollo già siglato nel 2009”.

“Fateci fare il nostro lavoro – chiedono i cassaintegrati – che lo sappiamo fare bene: sono vent’ anni che noi ‘marciamo per la salute’, la vostra e la nostra, perché respiriamo la stessa aria, e non abbiamo nessun interesse a far finta che sia migliore. Al contrario: operando un controllo attento difendiamo la nostra stessa vita e quella dei nostri figli. Ci dispiacerebbe scoprire che per meri giochi politici saranno altri a fare il nostro lavoro, ci dispiacerebbe andarcene a casa non perché non abbiamo lavorato bene ma perché, per motivazioni a noi oscure, è stato deciso di non impiegare una ditta locale di comprovate capacità manageriali e professionali. Marciamo per la salute? Sì, ma intanto noi si va tutti a casa, senza ragione”.
 

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