Seguici su

Cerca nel sito

Karate Fiamme Gialle Day, intervista a Davide Benetello

Il grande sogno delle Olimpiadi ed i suoi incarichi prestigiosi alla Wkf

Più informazioni su

Il Faro on line – E’ un importante dirigente del karate mondiale, oggi, Davide Benetello. Componente a pieno titolo, di 4 Commissioni chiave, della World Karate Federation, apporta, dalla sua esperienza da grande atleta, prima e poi, di attività dirigenziale, post carriera, dopo, il suo prezioso aiuto, alla crescita di quest’arte marziale, nata in Giappone.
La nevralgica commissione mondiale che lui stesso presiede, è quella degli atleti Wkf. E da Presidente di essa, si fa portavoce, delle esigenze e delle richieste, di tutti i campioni, che iscritti alle 192 federazioni nazionali, affiliate ad essa, praticano, questo sport, con il desiderio che possa diventare, sempre più perfetto e spettacolare. Lo ha incontrato dunque, Il Faro on line, facendosi raccontare la sua attività dirigenziale e ripercorrendo con esso, le tappe della sua straordinaria carriera di atleta, alle Fiamme Gialle.

Ma è lì che, l’attenzione del mondo del karate, si ferma. Quando lui stesso, parla di Olimpiadi. E’ possibile, avverare questo sogno, per questa disciplina sportiva? Sembra di sì ed anche se non, a piena percentuale del 100%, Benetello si sente, di essere molto ottimista. Conosce molto bene l’argomento, il primo campione mondiale di karate, della storia gialloverde, essendo anche membro rilevante, della Commissione Wkf, per Tokyo 2020. Allora, certamente, chi, se non meglio, della sua autorevole figura, direttamente coinvolta, potrebbe spiegare e chiarire, lo stato dei lavori, attuale, di questo cammino, che tutti i praticanti del karate, sperano, porti a Tokyo 2020?
E’ questo il tema, di questa prima parte, di intervista, dedicata al grande Davide Benetello, che incontrato durante, la celebrazione dei 40 anni, del karate Fiamme Gialle, svoltosi al Centro Sportivo della Guardia di Finanza di Castel Porziano, il 9 gennaio scorso, ha accettato volentieri, di raccontare ai lettori di testata, la sua esperienza da dirigente Wkf, da atleta Fiamme Gialle ed il sogno olimpico.

“Il karate alle Olimpiadi è una grande speranza e forse una sicura certezza. Tuttavia, quanto essa può diventare, concreta, nel prossimo futuro?”
“Siamo al 99,99% – ammette deciso, continuando – mi tengo tuttavia, lo 0,1%, per scaramanzia. Voglio essere, iper ottimista  – prosegue, sorridendo – e sono sicuro che il karate sarà olimpico, per Tokyo 2020”. Ripercorrendo con la mente, le diverse tappe, dei molteplici passati tentativi, che il karate ha fatto, per entrare di diritto, all’interno della prestigiosa lista, olimpica, ammette: “Abbiamo avuto un po’ di sfortuna – confessa – è accaduto, sia nel 2009 che nel 2013, con le campagne olimpiche ufficiali. Il Cio, da suo statuto  – spiega Benetello – ha avuto sempre 28 sport olimpici e non li ha mai, voluti ampliare. In questo caso – continua – sport molto diffusi, come il karate, si sono trovati di fronte ad un limite, puramente contabile”.
 
Continuando, a raccontare, con chiarezza, il Presidente della Commissione Atleti Wkf, aggiunge: “L’elezione del nuovo Presidente, Thomas Bach, ci ha dato una chance che meritavamo, da tempo – spiega – Bach vuole ampliare il numero degli sport e ridurre leggermente, il numero degli atleti. Il suo obiettivo è quello di raggiungere, 10mila partecipanti”. In questo modo, l’eletto, massimo esponente del mondo olimpico, dal 2013, ha creato l’agenda 2020, come Davide racconta: “Essa, è quella di Tokyo e, permette ai Paesi ospitanti, di proporre l’inclusione, di nuovi sport”.

E’ una svolta storica, questa. E rappresenta, quell’opportunità, che forse il karate, stava cercando: “E’ la prima volta, che accade, nella storia del Cio – dice Davide – tutti hanno accettato in maniera, più che entusiasta”. Dopo Rio 2016, i Giochi sbarcheranno nella terra del Sol Levante. Luogo, dove il karate è nato. E’ stato il Comitato Organizzativo Tokyo 2020, allora, ad includerlo, negli sport proposti, seguendo proprio, le nuove direttive del Cio, come Benetello ha spiegato. E sorridendo, lui stesso prosegue: “E naturalmente, molti sono stati contenti di questa decisione, anche per quegli sport, che secondo me, come il karate – sottolinea, deciso – quel posto, lo meritano – aggiungendo, poi riflette – il limite del Cio era quello, di non includere troppi atleti e di proporre sport, ovviamente, riconosciuti da esso – e sorridendo, conclude – e così è successo”. 

In questo modo, il suo karate e quello di oltre, 100 milioni di praticanti, in tutto il mondo, è entrato in quella lista virtuosa di sport, che la prossima estate 2016, nel contesto dei prossimi Giochi Olimpici, potrebbe essere coronata, con la bandiera a Cinque Cerchi. Spiega, Benetello : “Credo che, la decisione che sarà presa, nel Congresso preolimpico di Rio 2016, ratificherà questa decisione. E’ solo una questione di tempo – svela, deciso e con soddisfazione – probabilmente, entreranno tutti e cinque, gli sport proposti, non ci sono limiti. Possono farlo”. E, descrivendo la forza della sua disciplina, di riferimento, aggiunge, con orgoglio: “Io credo che, se qualche sport lamenti qualche problema, sicuramente esso, non è il karate. Specialmente, per Tokyo 2020”.

“Quale ruolo effettivo, hai avuto, concretamente, nel portare il karate, così vicino all’elezione olimpica?
Introducendo, la sua risposta, ci tiene a chiarire: “Intanto, io sono stato due volte protagonista, nelle campagne del karate, per la Wkf – dice, continuando – ed è accaduto, sia, nella presentazione a Losanna, nel 2009 che in quella di, San Pietroburgo, nel 2013. Conosco, quindi, la storia del karate mondiale, olimpico e le sue speranze a Cinque Cerchi, abbastanza bene”. Conclude, sottolineando. Aggiunge, in seguito: “Concretamente, ho lavorato nella Federazione Internazionale – prosegue a raccontare, Davide, spiegando – sono membro di 4 commissioni mondiali. Conosco bene, tutti gli aspetti della Wkf : le proposte delle categorie di peso, come il karate eventualmente, dovrà affrontare Tokyo, il girone di qualificazione e poi, anche, come proporremo gli atleti, per le Olimpiadi”. 
Una conoscenza pervasiva, la sua, ma non solo, dal punto di vista, tecnico regolamentare: “Sul lato mediatico, sono stato sempre molto vicino alla Federazione – aggiunge, sorridendo – cercando di includere tutti i traguardi, che la Wkf ha raggiunto, al massimo livello”. 
E confidando, il suo pensiero ai lettori de Il Faro on line, riflette: “Dico una cosa : il karate è fatto di tante nazioni – spiega Benetello, con decisione – mi vanto, di avere un rapporto splendido con i Presidenti delle varie Federazioni mondiali e quindi, avendo instaurato con loro, un buon rapporto di fiducia – aggiunge, con piacere e con soddisfazione – sono nella commissione Tokyo 2020. Insieme ad altre, tre persone”.

“Quanto potrebbe aumentare, il karate, come fenomeno mondiale, se entrasse alle Olimpiadi, di Tokyo 2020?”
“Le porte della Wkf sono sempre aperte, se vengono seguite determinate regole  – ammette con chiarezza, Davide, continuando – e se ci si adatta, a quello che attualmente, è, la Wkf. Non esistono altre entità paragonabili, ad essa, nel mondo”. E spiegando, quale potrebbe essere il ritorno olimpico, nei confronti della Federazione internazionale, aggiunge: “Intendiamo che, effettivamente, esso non sarà diretto in modo concreto, nella Wkf – sottolinea, chiarendo – ma ci sarà sicuramente, un incremento nei numeri, nelle Federazioni coinvolte. Molte società ed anche molti atleti – aggiunge – avranno sicuramente un faro, che sarà quello olimpico, per essere guidati, in porto”.

“Quanto è cresciuto, tuttavia, il karate, negli anni?”
“Il karate è cresciuto in maniera esponenziale – spiega Davide, con sicurezza e aggiunge – lo ha fatto, sotto molti livelli. Mediatico, regolamentare ed organizzativo”. Facendo riferimento, alle due ultime edizioni dei Mondiali Wkf, descrive: “Chi ha avuto la fortuna di assistere, oppure di gareggiare, a Parigi nel 2012 e a Brema, nel 2014, ha visto, veramente, uno spettacolo, di organizzazione, puntualità e di show, proprio a livello, tecnico – ammette, con orgoglio, concludendo – quindi, il karate è cresciuto ed è paragonabile, se non meglio, a molti sport olimpici”. 
Per concludere, questa prima parte di intervista, Davide Benetello spiega, quali sono effettivamente, le sue attività, alla Wkf.

“Puoi spiegare quali sono i tuoi compiti?”
“Sono Presidente della Commissione Atleti –  spiega Benetello e continua – avendo questo ruolo, attraverso la sua intera designazione, sono stato eletto Presidente. In questo caso, la Wkf ha adattato, lo statuto a quello, che richiede il Cio – sottolinea, continuando ad illustrare – quest’ultimo vuole, che il Presidente della Commissione Atleti – spiega, con precisione Davide – sia anche membro del Comitato Esecutivo, con diritto di voto. Di conseguenza – aggiunge – sono diventato membro, anche del Comitato Esecutivo”.
Davide ha iniziato, in questo modo, la sua attività da grande dirigente, alla World Karate Federation e questa Commissione Atleti, essendo, lui stesso stato, un atleta pluridecorato, è l’organo federale, più vicino, alle sue corde: “E’ quella che, mi era più vicina, all’inizio, poi  – aggiunge – si è trasformata in altri incarichi, per me. Attualmente, sono anche membro della Commissione Regolamenti gara, che è molto importante”. Descrivendo, lo sviluppo del karate, a livello tecnico, spiega: “Il karate è in evoluzione, quindi ha sempre bisogno di piccoli aggiustamenti, nel regolamento – e chiarendo, aggiunge – nella Commissione Sportiva, che include, la riunione, del Presidente Commissione Tecnica, Arbitrale, Medica e Atleti, vengono prese le decisioni, più delicate”. Continuando a delineare, i suoi compiti, aggiunge: “Sono membro della Commissione Regolamenti, Kumite. Lì, ci sono piccole modifiche da apportare – spiega, proseguendo – anche se il kumite, nel prossimo anno – svela, in anteprima – subirà nei regolamenti, modifiche, abbastanza importanti”.
Tuttavia, con particolare orgoglio e personale gioia, ammette: “Poi c’è quella, di Tokyo 2020 – sorride – quest’ultima, nel momento attuale, mi da più prestigio”. Con tono scaramantico, spiega: “Quando il karate entrerà alle Olimpiadi, il merito sarà sicuramente di tutti. Anche un po’ il mio – aggiunge ammiccando, con tenerezza, ma sottolinea, con particolare orgoglio – tuttavia, la grande opera di promozione, è stata fatta dal lavoro impeccabile, del Presidente Espinos”.

L’appuntamento con la storia, allora è fissato, per la prossima estate. A cavallo, tra luglio e agosto. Come Davide, ci tiene a sottolineare. Il cuore del grande karate mondiale, già in trepida attesa, sarà rivolto verso Rio, dove il Congresso, del Cio, deciderà. Il karate, olimpico oppure no. E Davide Benetello, ne è convinto. Al 99,99%, lo sarà.

Alessandra Giorgi

Più informazioni su