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Corruzione: Italia seconda in Europa

Il Faro on line - L'Italia è tra i Paesi più corrotti d'Europa, peggio di noi c'è solo la Bulgaria. Sono i dati del Corruption Perceptions Index 2015, un indicatore statistico ideato da Transparency International, l'organizzazione non governativa che ogni anno redige la classifica sulla corruzione pubblica percepita a livello mondiale. I dati del rapporto sono estrapolati attraverso interviste a uomini di affari ed esperti di economia internazionale, nonché utilizzando i sondaggi realizzati dal World Economic Forum e dal World Justice Project. Secondo Transparency “non esiste un modo affidabile per calcolare i livelli assoluti di corruzione sulla base di dati empirici oggettivi”, ma l'unico modo attendibile è misurare la percezione e poi comparare i dati delle diverse nazioni.

La corruzione, secondo una definizione data dalla stessa Transparency, è “ un abuso del potere pubblico per interessi privati”. In pratica, un Paese corrotto è un luogo dove in bene collettivo si piega ai bisogni di privati, con tanti saluti alle norme giuridiche ai principi liberali del rule of law.

I dati del 2015 parlano chiaro: il Belpaese si colloca al 61° posto tra le 168 nazioni analizzate, guadagnando un punto rispetto allo scorso anno, ma posizionandosi comunque penultimo nella classifica dei Paesi europei. Prima di noi, sono arrivate anche la Grecia e la Romania. Tuttavia, sembra che il nostro Paese stia finalmente invertendo la rotta, come precisa Virginio Carnevali, presidente di Transparency Italia: “ come dimostra la cronaca, la strada è ancora molto lunga e in salita – afferma Carnevali -  ma constatiamo con piacere che finalmente si è avuta un’inversione di tendenza rispetto al passato, che ci fa sperare in un ulteriore miglioramento per i prossimi anni”.

Per quanto riguarda, invece, le nazioni più “virtuose” troviamo sul podio la Danimarca
(primo posto) , seguita dalla Finlandia e dalla Svezia. I Paesi con il più alto livello di percezione della corruzione sono, invece, la Somalia, la Corea del Nord e l'Afghanistan. 

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