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Per non dimenticare: “L’ultimo viaggio. Il dottor Korczak e i suoi bambini”

Il pensiero di Janusz Korczak è alla base della Convenzione Mondiale dei Diritti del bambino, promulgata nel 1989 dall’Assemblea dell’Onu

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Il Faro on line – In occasione della Settimana della Memoria 2016, l’Assessorato alla Cultura e ai Diritti in collaborazione con la Biblioteca dei Piccoli Onlus organizza un incontro diretto ai ragazzi, ai genitori, ai docenti, in breve a tutti gli adulti che operano per la crescita e l’educazione dei minori. Il giorno 28 gennaio alle ore 17.00 presso la sala comunale di Via del Buttero a Maccarese si svolgerà la presentazione del libro “L’ultimo viaggio. Il dottor Korczak e i suoi bambini” di Irene Cohen-Janca e Maurizio A.C. Quarello, pubblicato dalla casa editrice Orecchio Acerbo.

Si tratta di un interessante albo illustrato che racconta un’esperienza umana, sociale e pedagogica di J. Korczak, scrittore, pediatra, pedagogista che dedicò quarant’anni della sua vita ai bambini orfani e decise di condividere il loro tragico destino per non abbandonarli nel momento della “soluzione finale”.
L’incontro, oltre a stimolare una riflessione sulla Shoah, si pone l’obiettivo di mettere in luce l’attualità dei principi educativi di questo celebre scrittore polacco che ha contribuito in modo sostanziale alla definizione di un nuovo approccio al bambino inteso come persona da proteggere e rispettare.
Nel suo testo “Come amare un bambino” richiedeva la costruzione di una Magna Charta Libertatis dei diritti dei bambini.

È prevista la proiezione delle immagini, molto suggestive, realizzate da Maurizio A. C. Quarello per l’albo illustrato e di alcuni frammenti del film “Dottor Korczak” del regista A. Wajda. Sono in programma interventi dell’assessore Daniela Poggi, di Fernanda Melideo – pediatra – e Paolo Cesari, curatore del volume per la casa editrice Orecchio Acerbo.Nel corso dell’incontro sarà inoltre possibile visionare materiali e documenti sulla Shoah disponibili in Biblioteca.

“Eccoci giunti al Giorno della Memoria – afferma Walter Canini della Biblioteca dei Piccoli -. Come ogni anno, il nostro pensiero va indietro nel tempo, alla tragedia vissuta dal popolo ebraico, al folle e lucido progetto di sterminio nazista, e riaffiora la rabbia, l’indignazione, l’incredulità”. 

Un intenso libro nel Giorno della memoria.  
Spesso le riflessioni vengono innescate dalla lettura condivisa di un libro. Un libro che aiuta a intrecciare i fili della storia, che dà voce ai tanti uomini, donne e bambini i cui destini sono stati per sempre segnati da quei terribili accadimenti.Un’opera importante, emozionante, dalla fattura impeccabile, i testi asciutti ma pregnanti, le illustrazioni a matita realistiche e sbalorditive.
Un albo illustrato che, nel ricordare i giorni dell’orrore, alza lo sguardo verso una comunità di bambini orfani, ebrei polacchi, destinati ai campi di concentramento. Insieme a loro, a proteggerli e sostenerli fino alla fine, il loro Pan Doktor, ovvero il dottor Janusz Korczak, medico, pedagogo e scrittore polacco che ha dedicato la sua vita ai più piccoli e sfortunati, prendendosi cura dei loro fragili corpi e soprattutto nutrendo le loro menti e i loro cuori, nel rispetto, nella considerazione, nell’amore. Il pensiero di Janusz Korczak è alla base della Convenzione Mondiale dei Diritti del bambino, promulgata nel 1989 dall’Assemblea plenaria delle Nazioni Unite.

L’attualità del messaggio di Janusz Korczak: “Dite ai bambini che hanno diritto al rispetto”. Raccontare è importante, è una dimensione della vita umana che ci consente di trasmettere il ricordo e la storia di Janus Korczak è proprio una di quelle storie da far conoscere ai ragazzi, ai genitori e agli educatori, sia per la vicenda personale di questo medico pedagogista durante la seconda guerra mondiale, che per il suo pensiero.
Fu fondatore della Casa dell’Orfano a Varsavia, nella prima metà del secolo scorso, un istituto dove egli accoglieva i bambini poveri e senza famiglia, integrandoli in una piccola comunità avanzatissima come sistema educativo.
I ragazzi dell’istituto sperimentavano l’accoglienza, il rispetto e una grande attenzione nei loro confronti. Erano membri attivi, chiamati alla partecipazione, alla condivisione delle regole e alla solidarietà. 

Non dimentichiamo che le opere di Korczak sono alla base della Carta internazionale dei diritti del fanciullo del 1959.  Janusz Korczak non abbandonò mai i bambini che aveva imparato a conoscere prima come medico e poi come educatore. Salì con loro sul treno che li avrebbe condotti allo sterminio. Di ciò che accadde dopo, non si sa più nulla se non che nessuno uscì vivo da Treblinka.
V.T.

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