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Aggressione al Sindaco, Grasso: “L’episodio va ricondotto nella sua giusta dimensione”

Grasso: "Leggere gli accostamenti, tra Cozzolino strattonato sotto casa e Peppino Impastato, mi pare poi che faccia finire tutto nel grottesco"

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Il Faro on line – “Visto che il diverbio, con tanto di strattonata finale, è diventato un caso nazionale, con qualcuno che è arrivato a dire addirittura che il Sindaco di Civitavecchia è stato bastonato, credo che l’episodio, sicuramente brutto e deprecabile, vada però ricondotto nella sua giusta dimensione e raccontato per quello che realmente è stato e su cui comunque c’è anche un’inchiesta in corso per ricostruire con esattezza i fatti e poter, quindi, arrivare a provvedimenti appropriati.

Non credo però che contribuisca ad abbassare i torni e a riportare la situazione nell’alveo del confronto civile scrivere, frasi riprese dal Tg1, che in città regna un clima di intimidazione, con un assetto da guerriglia nei consigli comunali, parlare di mandanti, descrivendo una situazione che non corrisponde al vero e offrendo in tutta Italia, dopo i recenti episodi con la sortita del Segretario Generale con gli accostamenti a Mafia Capitale nella sua lettera a Gramellini, l’immagine di una città in mano alla delinquenza, politica e organizzata” – lo dichiara in un comunicato Massimiliano Grasso, de “La Svolta”.

Leggere gli arditi accostamenti – continua il comunicato – del consigliere Floccari tra Cozzolino strattonato sotto casa ed il povero Peppino Impastato, mi pare poi che faccia finire tutto nel grottesco, se non nel ridicolo. Alla fine, sentire rimarcare sulle cronache nazionali, che l’aggressore è il figlio di un ex consigliere del Pd, ci dice chiaramente a cosa siamo di fronte: la creazione di un caso politico buono per lo scontro tra Pd e M5S nella campagna elettorale alle porte.
E che al Sindaco serve localmente per spostare per un giorno o due l’attenzione dai problemi che affliggono la città ed ai quali non è in grado di dare una soluzione, a partire proprio dalle società partecipate”.

Mi pare che – conclude Grasso – da un eccesso si sia finiti all’opposto: dalla condanna della violenza, bisogna infatti passare alla condanna della strumentalizzazione di un gesto certamente sbagliato, fatto diventare un caso politico e paragonato insensatamente addirittura ad un caso di mafia”.

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