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Karate Fiamme Gialle Day, intervista al maestro Claudio Culasso

I ricordi alle Fiamme Gialle, l’indimenticabile celebrazione dei 40 anni del karate gialloverde e la sua attività di maestro e dirigente

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Il Faro on line – Un’immagine molto significativa, quella. Il maestro di fronte ai suoi allievi. Estrapolata forse, da uno di quei leggendari documentari, sulla vita dei samurai, dell’antico Giappone. Invece no. Solo molto attuale, questa scena. E sul tatami, del Centro Sportivo della Guardia di Finanza, ha preso vita, la storia. 40 anni di karate gialloverde. Tutto, dentro al cuore di tutti. Atleti ed ex campioni, che insieme a Claudio Culasso hanno espresso la loro tecnica personale, forse .. nell’allenamento più suggestivo, che ci sia mai stato. 

Insieme a Massimo Di Luigi, accanto a lui, in sala tatami, il maestro Culasso ha diretto, la dimostrazione, che in occasione del Karate Fiamme Gialle Day, dello scorso 9 gennaio, ha coinvolto 80 allievi. 80 campioni. Figli di karate, per colui che, per 4 generazioni e decenni, li ha preso per mano, trasmettendo il suo sapere e la sua amicizia, soprattutto. E Claudio Culasso, atleta del Gruppo Sportivo Karate, Fiamme Gialle, prima e direttore tecnico, poi, dal 1984, ha rivissuto, anche un po’, se stesso, in ognuno di loro.

Una giornata particolare, allora, il Karate Fiamme Gialle Day, per il maestro, dei 4 decenni, di karateka. Un evento voluto fortemente e  cominciato, forse, con un giorno di anticipo, nella cerimonia del suo congedo dal Gruppo Sportivo, in Sala Camino. 40 anni di attività. Paralleli alla sua vita, da atleta e da allenatore, nel settore karate. Festeggiati e premiati. Anche lui ha ricevuto il suo riconoscimento, da karateka gialloverde, per sempre: il diploma e la medaglia d’oro, celebrativa, direttamente, dalle mani del Comandante del Centro Sportivo di Castel Porziano, Gen. Bartoletti. 

Un momento speciale, dunque. Rivissuto nelle parole di questa, prima parte di intervista. In essa, il maestro Culasso, descrive emozioni e tanti ricordi. Tornando per un istante, al 9 gennaio e augurandosi, che il suo karate gialloverde, cresca sempre di più, in futuro.
Queste, sono state le sue parole, per i lettori de Il Faro on line:

Maestro Culasso, perché ha voluto organizzare, il Karate Fiamme Gialle Day? 
“Era una coincidenza troppo significativa, tra il mio congedo dalla Guardia di Finanza, dopo 40 anni di servizio, nel Gruppo Karate “Fiamme Gialle” e quelli, della storia dello stesso, che ebbe inizio proprio con me, nel 1975. Come avrei potuto, lasciarmi sfuggire un’occasione così invitante, di rivedere, ancora per una volta, tutti i miei karateka e festeggiare con loro, i  40 anni della nostra storia, prima di accomiatarmi dalle Fiamme Gialle? Man mano che contattavo le persone, percepivo in loro, un grande entusiasmo e mi rendevo sempre più conto che, il Karate Fiamme Gialle Day, sarebbe stato per tutti, una giornata speciale! Infatti, è stato così. Ho sentito veramente, una grande energia positiva, da parte di tutti i presenti: atleti, tecnici e dirigenti, i quali non riuscivano a contenere, la loro gioia, per essersi ritrovati. E’ stata questa, una grande soddisfazione, da parte mia”.

Che cosa, più delle altre, ricorderà, di esso?
 “Sono stati tanti, i momenti belli. In particolare, mi ricordo della testimonianza diretta, degli atleti, in Sala Tito, che si incontravano, per la prima volta, con altri delle generazioni, anche precedenti” 

Cosa significa, essere Karateka Fiamme Gialle, per Sempre?
“E’ sentirsi quel legame di appartenenza, al nostro glorioso Gruppo Sportivo, che tu hai contribuito a far crescere e nel quale, hai trascorso gli anni più belli, della tua vita. Ti  rimane dentro, un segno indelebile e sarai “Karateka Fiamme Gialle, per Sempre!”.

Cosa vuol dire, per lei, aver vissuto, questi 40 anni di Fiamme Gialle? Che cosa le hanno lasciato dentro ?
“E’ stato per me, un arricchimento. Non solo sotto il profilo tecnico-professionale, ma soprattutto umano. Provengo da una cultura sportiva, essendomi diplomato all’Isef di Roma, ma ritengo, che sia anche una questione di sensibilità, di predisposizione che hai dentro e dipende anche, da una certa educazione. Aver calcato il tatami da atleta, per oltre 13 anni, mi ha fatto capire sulla mia pelle, il significato vero, del sacrificio dell’atleta, prima di una gara e il sapore del successo e della sconfitta. Specialmente, quando indossi una divisa ed hai il dovere, di essere professionale sino in fondo. I ragazzi con cui, ho lavorato, si sono messi in gioco, alla ricerca dell’eccellenza e alla fine, sono riusciti a dare il meglio di se stessi, sia come atleti che come uomini. Devo molto, poi, alla fiducia riposta in me, dall’Amministrazione e al G.S. Fiamme Gialle, che mi ha dato l’opportunità, di fare della mia passione, la mia professione”.

Che cosa si augura, per il Karate Fiamme Gialle, in futuro?
“Il sogno che ho da sempre coltivato, durante i miei 40 anni di attività, in seno alle “Fiamme Gialle”, è stato quello, di vedere il Karate alle Olimpiadi. Se la proposta del Comitato Organizzatore, dei Giochi di Tokio 2020, verrà ratificata dal Cio, a fine luglio di quest’anno, 2016,  il mio sogno sarà quello, che le Fiamme Gialle ripropongano il settore, iniziando subito a fare arruolamenti ed assicurarsi, atleti capaci di ambire, al podio Olimpico. L’Italia è tra i paesi leader e sarà in grado, di poter contare su bravi atleti, che sognerebbero di indossare, la gloriosa casacca gialloverde”.
   
Cosa farà adesso, da civile?
“Continuerò a dedicarmi al karate, come tecnico e dirigente, mettendo tutta la mia esperienza a disposizione, dei giovani, che amano questa disciplina, ritenuta da tutti,  molto formativa. Inoltre, mi farà piacere, dedicare il tempo libero, alle persone a me care. La vita, per me, è sempre in work progress”.

Foto : Ufficio Stampa Fiamme Gialle

Alessandra Giorgi   

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