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L’allarme dei Garanti per l’Infanzia e l’Adolescenza Europei

I Garanti, rappresentati dal Presidente dell’Enoc Marc Dullaert, invitano i leader europei a dare la massima priorità alla sicurezza dei bambini

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Il Faro on line – I bambini rifugiati devono fronteggiare enormi rischi durante il loro viaggio verso e attraverso l’Europa. Questi rischi includono la morte, la malattia, il traffico, la separazione dai genitori, le estorsioni da parte di contrabbandieri e lo sfruttamentoe l’abuso. I paesi e le istituzioni europee non riescono a proteggere i minorenni migranti. Questa la conclusione della Task Force sui minorenni migranti istituita dalla Rete europea dei Garanti per l’infanzia e l’adolescenza (Enoc).

I Garanti, rappresentati dal Presidente dell’Enoc Marc Dullaert, invitano i leader europei a dare la massima priorità alla sicurezza dei bambini. Il Rapporto della Task Force è stato presentato a Věra Jourová, il Commissario europeo per la Giustizia, i consumatori e l’uguaglianza di genere.

In una lettera aperta i Garanti chiedono all’unanimità ai leader europei, Jean-Claude Juncker, Donald Tusk, Martin Schulz e altri rappresentanti di alto livello dell’Unione europea, di assicurare ai bambini migranti e rifugiati la massima priorità.
Il Rapporto sarà presentato anche da alcuni Garanti nei diversi Paesi.
Nel corso del 2015 il numero di bambini che arrivano in Europa per cercare protezione internazionale è aumentato enormemente. Nonostante le lacune nelle informazioni fornite da Eurostat, si stima che nel 2015 almeno 337.000 minorenni sono registrati come richiedentiasilo.

Sono il 29% di tutti i richiedenti asilo. Secondo l’Unhcr, il 16% dei i migranti che hanno attraversato il Mediterraneo nel mese di giugno erano minorenni, mentre nel mese di dicembre la percentuale dei minorenni tra i migranti arrivati è salita al 35%.
I principali rischi per i minorenni migranti:
• Il viaggio attraverso il Mar Mediterraneo è pericoloso per i minorenni – circa il 30% di tutti imigranti che muoiono durante la traversata sono bambini.
I bambini arrivano bagnati ed infreddoliti, molti sono a rischio di ipotermia, e questo li espone a malattie come la polmonite. I volontari che lavorano presso le coste della Grecia segnalano che i bambini muoiono al momento dell’arrivo a causa di ipotermia. Manca coordinamento e sostegno immediato sullecoste della Grecia. A Lesbo i migranti devono camminare 70 km per raggiungere il centro diaccoglienza, anche se un certo numero di Ong forniscono trasporti almeno per i bambini e lefamiglie.

• I centri di transito lungo la rotta dei Balcani occidentali non sono adeguatamente attrezzati per la stagione invernale e mancano di servizi igienici di base. Secondo l’Unhcr, a metà dicembre a seconda del paese era stata attrezzata per l’inverno solo una percentuale dal 22%al 45% degli alloggi disponibili.

• Sono aumentati i rischi di venire separati dai loro genitori durante il viaggio, soprattutto a causa dei controlli caotici alle frontiere. Alcuni bambini hanno subito abusi e violenze sessuali nei centri di transito. Molti minorenni, sia non accompagnati e che in viaggio con le loro famiglie, hanno subito estorsioni, anche attraverso minacce nei confronti dei familiari ancora nel paese di origine o nei campi profughi.

• Aumenta il rischio che i minorenni non accompagnati diventino vittime di tratta e di sfruttamento sessuale. Molti di loro non vogliono rivelare alle autorità che sono minorenni, nel timore di essere rinchiusi in centri di detenzione e di non poter continuare il loro viaggio verso l’Europa settentrionale.

• Purtroppo, i rischi per i minorenni migranti non si fermano quando raggiungono il paese di destinazione. Alcuni stati non hanno un sistema di tutela legale per i minorenni non accompagnati, ed i bambini non hanno una protezione adeguata. In altri paesi la nomina di un tutore legale richiede tempi troppo lunghi. Sono state riportate in vari Paesi azioni violente da parte della popolazione locale contro i minorenni profughi, ma anche violenze tra minorenni rifugiati. La bassa percentuale di ragazze che arrivano costituisce un gruppo particolarmente vulnerabile. Molti Paesi segnalano anche un consistente numero di minorenni che scompaiono dai centri di accoglienza, col rischio di diventare vittime di tratta o sfruttamento.
Molti Paesi ancora prevedono che i minorenni vengano collocati, in alcuni casi anche per diversi mesi, in strutture detentive che raramente sono progettate per essere a misura di bambino.

Appello all’azione. L’analisi della risposta europea al crescente afflusso di immigrati rivela che l’Europa non riesce a far fronte a questi problemi. Mentre il controllo delle frontiere e le altre misure per limitare l’immigrazione sono in cima all’ordine del giorno per l’Unione europea, così come peri singoli paesi, nessuna azione specifica è stata prevista per proteggere i minorenni.
L’Agenda Europea per l’immigrazione, le linee guida utilizzate dalle istituzioni dell’UE e dagli Stati membri per gestire l’afflusso, riportano solo una singola azione per quanto riguarda i bambini, che si trova in una nota a margine.

Raccomandazioni: • I Garanti per l’infanzia e l’adolescenza raccomandano alla Commissione europea di sviluppare con urgenza un piano d’azione globale dell’Unione europea globale per tutti i minorenni migranti. L’Europa nel suo insieme ha bisogno di intensificare e assumersi la responsabilità degli impegni internazionali presi nei confronti dei minorenni.
• I Garanti per l’infanzia e l’adolescenza raccomandano ai leader europei di dare la priorità ai bambini in attuazione del regime di ricollocazione, al fine di prevenire i rischi che i minorenni affrontano durante il viaggio attraverso l’Europa.
La Commissione europea ha deciso di trasferire 160.000 persone che chiedono protezione internazionale, soprattutto dall’Italia e dalla Grecia verso altri Stati membri. Questa misura dovrebbe includere sia i bambini non accompagnati che bambini che viaggiano con le loro famiglie.

• I Garanti per l’infanzia e l’adolescenza raccomandano inoltre che dei rapidi miglioramenti delle condizioni nei centri di accoglienza e di transito sulla rotta attraverso l’Europa. I centri devono essere scaldati, dotati di acqua calda, coperte e vestiti caldi. Dovrebbero essere istituiti 3 spazi adatti ai bambini e, per coloro che soggiornano durante la notte, dovrebbe essere zone notte separate per uomini e donne e bambini.

• I Garanti per l’infanzia e l’adolescenza raccomandano ai leader europei di utilizzare meglio le opportunità di accesso legale nell’Unione europea. Questo include, ad esempio, l’aumento delle possibilità di ricongiungimento familiare e delle quote di reinsediamento ed il rilascio dei visti umanitari.

• Il punto di vista dei diritti dei bambini dovrebbe essere parte integrante dell’assistenza anche economica ai paesi terzi che facilitano l’assistenza ai profughi, ad esempio l’aiuto fornito dall’Unione europea alla Turchia in conformità con il piano d’azione concordato il 15 ottobre eil 29 novembre 2015. Ciò dovrebbe includere il diritto all’educazione per tutti i bambini, spazi a misura di bambino nei campi profughi e un sistema di protezione dell’infanzia efficiente.

Cos’è l’ENOCL’ENOC è composto dai Garanti per l’infanzia e l’adolescenza di 41 Paesi del Consiglio d’Europa, di cui 33 Paesi dell’Unione Europea. Alla Task Force sui minorenni migranti hanno partecipato, tra gli altri i Garanti di Olanda, Belgio, Croazia, Gran Bretagna, Grecia, Italia,Malta, la Polonia, la Catalogna e la Svezia.

Il ‘report complete’ e la lettera aperta alle istituzioni sono disponibili sul sito dell’ENOC http://enoc.eu/ e su quello dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza al sito www.garanteinfanzia.org.

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