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I Comitati Uniti di Ladispoli: “Un altro territorio è possibile. No a Cupinoro”

I Comitati: "Nulla può giustificare il passare sopra la salute dei cittadini le risorse del nostro territorio"

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Il Faro on line – “Continuano ad imperversare obsolete filosofie del ‘fare cassa’ con quello che ormai e’ archeologia industriale:  tecniche di combustione (dette di ‘valorizzazione’) e processi di ‘trattamento’ dei rifiuti presentati come innovativi e sicuri, di fatto  funzionali all’incenerimento stesso. Il biogas, le biomasse, il biometano, tutti i processi cosiddetti “anaerobici” vengono falsamente spacciati per energie rinnovabili ma producono più problemi che soluzioni mentre nulla si fa per promuovere le fonti energetiche veramente rinnovabili come per esempio il solare” – affermano a gran voce in una nota i Comitati riuniti di Ladispoli.

“Nulla può giustificare il passare sopra la salute dei cittadini – prosegue la nota dei comitati uniti – e le risorse del nostro territorio; meno che mai il profitto per pochi. E sono proprio o cittadini che devono decider per la loro vita e il loro futuro, e non certamente i commissari straordinari inviati nelle commissioni comunali per sanare allegre contabilità, vendendo la pelle altrui, e dopo che i buoi sono scappati. Partiamo da Ladispoli per dare un grande segnale come primo atto politico che sottolinei l’ampiezza del territorio, interessato sia da una letale riapertura di Cupinoro (invaso, esausto e da mettere in sicurezza e bonificare); sia alla messa in funzione dell’inceneritore di Malagrotta, con la sua produzione di nanoparticelle cancerogene che raggiungeranno anche il nostro territorio”.

“Noi – conclude la nota – come sempre ci mettiamo la faccia e invitiamo a manifestare i cittadini, le associazioni, i comitati e chiunque voglia condividere questa lotta, che si articolerà ovunque; anche in regione e altrove, con il solo fine di salvare il nostro territorio e vivere tutte e tutti meglio. Più salute, più risorse e lavoro, meno lacci e sacrifici per banche, cordate affaristiche, finanza, guerre commerciali, pareggi di bilancio e UE”.

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