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Depositate le firme per il testamento biologico

Di Bella: "A 7 anni dalla morte di Eluana Englaro assume un significato particolare aver presentato proprio oggi le firme raccolte"

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Il Faro on line – Il 9 febbraio sono state depositate presso l’ufficio protocollo del Comune di Pomezia le sottoscrizioni delle proposta di delibera per l’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici. La raccolta era stata avviata il 14 novembre in concomitanza con la mobilitazione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni in sostegno a Max Fanelli che, malato di SLA, sospese le cure per sollecitare i parlamentari a discutere la legge di iniziativa popolare che la stessa Associazione Coscioni aveva depositato due anni prima alla Camera dei Deputati.

“Oggi ricorrono 7 anni dalla morte di Eluana Englaro, la cui vicenda ha avviato in Italia la discussione sul testamento biologico e, per noi, assume un significato particolare aver presentato proprio oggi le firme raccolte durante questi 3 mesi di campagna” – fa sapere Giuseppe Di Bella rappresentate locale dell’ALC.

“Al di là della consistenza numerica – prosegue Di Bella – credo che le sottoscrizioni depositate, tra cui quella del Sindaco e di quasi tutti i membri del Consiglio, siano sufficienti per avviare un dibattito in seno allo stesso. Ma un altro dibattito, a nostro avviso, dovrebbe essere avviato ed è quello della modifica di parte dello Statuto Comunale. Durante questi mesi abbiamo potuto osservare, in particolare, quanto sia necessaria una modifica dell’articolo 13 che norma le proposte popolari. Al momento, nel nostro comune, è richiesto un numero di sottoscrizioni pari al 3% degli iscritti nelle liste elettorali, regolarmente autenticate, in una finestra di tre mesi. Proprio perché la richiesta ci sembrava esorbitante abbiamo avviato uno studio comparativo con gli Statuti degli altri Comuni d’Italia; ne sono venuti fuori dei dati molto interessanti e dai quali trarre spunto per una futura modifica dello Statuto”.

“Nel resto di Italia, mediamente il numero di firme richieste è pari a circa lo 0,4 % dei residenti, a Pomezia è del 2,2% dei residenti, con obbligo di autentifica. A titolo di esempio: a Pavia, che ha circa 73 000 residenti, sono richieste 150 firme totali senza autenticatore; ad Arezzo che ha quasi 100.000 abitanti ne vengono chieste 300 sempre senza autenticatore e Roma, per finire, con le sue 5000 firme a fronte diuna popolazione di quasi 3 milioni di abitanti”.  

“Per cui con le condizioni attuali, le delibere popolari a Pomezia rischiano di essere un strumento difficilmente fruibile e accessibile solo a chi ha una consistente struttura associativa radicata nel territorio e associazioni con queste potenzialità nel territorio di Pomezia non ve ne sono visto che i vari tentativi fatti durante la campagna di coinvolgere non solo associazioni ma anche i comitati di quartiere sono caduti nel vuoto, fatta eccezione per Sportello Donne Pomezia e la Libreria Odradek, che ringrazio nuovamente. Per conoscere l’iter della delibera è possibile seguirci sulla nostra pagina facebook Eutanasia Legale Pomezia. Invito tutti, infine, a contribuire fattivamente alle nostre battaglie iscrivendosi o donando un contributo dal sito www.associazionelucacoscioni.it” – conclude Di Bella

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