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Diritto alla casa: denunciate le restrizioni della delibera sulla “via comunale”

La portavoce: "All'iscrizione dei due clochard nella residenza fittizia, ne veniva un rifiuto in quanto sprovvisti di un assicurazione sanitaria"

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Il Faro on line – “In questi giorni, sulla stampa sono apparse dichiarazioni in merito alla questione della “via comunale” di Fiumicino, una delibera comunale che prevede la creazione di un indirizzo fittizio dedicato ai senza tetto (solitamente assegnata nei numeri civici pari agli italiani e nei dispari agli stranieri) per munirli di una residenza formale” – dichiara in una nota, la portavoce del comitato “Fiumicino Diritto alla casa” Emanuela Isopo.

“Come comitato Fiumicino diritto alla casa – prosegue il comunicato – seguendo le vicissitudini di due giovani clochard del territorio, che da dicembre 2015 vivono in tenda sugli argini del Tevere in via Portuense (di fronte al cimitero) dopo che la polizia municipale ha sequestrato la roulotte in cui vivevano e che da oltre 10 anni veniva utilizzata come riparo dagli avventori del momento, giunti a conoscenza della delibera su scritta, ci recavamo presso gli uffici anagrafici per registrare i due ragazzi”.

“Alla nostra richiesta di iscrizione dei due clochard nella nuova residenza fittizia, ne veniva un netto rifiuto in quanto l’utente era sprovvisto di un assicurazione sanitaria privata.
Sappiamo che l’amministrazione sta lavorando, resosi conto di non essere in possesso di un piano attuativo in merito, avendo istituito una commissione sociale che tutt’ora seguiamo attivamente,ancora in corso, dove si stanno vagliando tutte le soluzioni, consapevoli dell’esperienza fallimentare di Roma Capitale, dove negligenza e mancati controlli hanno permesso il dilagarsi di iscrizioni non verificate” – sottolinea Isopo.

“E’ doveroso riportare la discussione in corso su un piano umanitario e non tecnico/politico, perché è inaccettabile che ci siano ancora persone costrette a  vivere in uno  stato di Invisibilità, dal momento che senza una residenza, virtuale o reale che sia, appare impossibile qualsiasi ipotesi di reinserimento sociale con il rischio di trasformare il rispetto per la vita in vile speculazione politica o affaristica.

Sulla vicenda, interviene anche Rudy Colongo, responsabile immigrazione dell’Unione Inquilini di Roma: “E’ assurdo porre simili limitazioni al diritto alla cittadinanza, che dovrebbe essere sempre riconosciuto in modo certo e inalienabile, al di la di qualsiasi considerazione di ordine burocratico. A quanto pare, Roma e i comuni dell’hinterland sembrano non aver recepito il clima di accoglienza e di solidarietà del Giubileo”.

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