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Dune nella riserva, il degrado e l’abbandono diventano protagonisti

Un chiosco per Passoscuro. Possibile soluzione anti-fagottari

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Il Faro on line – ​Le dune di Passoscuro, definite di “grande valenza documentaria” e di “elevato valore percettivo”, sono finite all’attenzione del Comune di Fiumicino e l’Assessore Ezio Di Genesio Pagliuca ha promesso di recintarle con fondi vincolati per la riserva erogati direttamente dal Ministereo dell’Ambiente.Le dune di Passoscuro si trovano nel pieno della Riserva Statale del Litorale Romano e sono divise in due tronconi, entrambi oggetto di degrado. Le dune sono divise in due tronconi.
Una a nord di Passoscuro di circa 70.000 mq. che va da via Dolianova (Opera Don Guanella) alla foce del Rio Palidoro, che a sua volta è divisa longitudinalmente a metà: la duna alta sulla quale insistono una dozzina di case abusive non sanabili che scaricano i liquami direttamente nella sabbia e in parte, tra i cespugli, sono adibite a bivacchi per i Vu cumprà.

Mentre la spiaggia  è frequentata da migliaia di bagnanti fai da te. I classici fagottari, senza assistenza a mare né servizi igienici, né un punto di ristoro.C’è chi definisce quelle dune “preistoriche”.  Ma preistoriche non sono, perché nella preistoria il mare arrivava a Palidoro e le dune sono cresciute a cominciare dagli anni 50, quando fu costruita l’edificio dell’Opera Don Guanella e, intorno alla casa sulla palafitta sono cresciute solo dopo il 1983, quando fu realizzata la recinzione e la piantumazione di una siepe frangivento di circa 400 ml. a cura del privato confinante Torre di Palidoro s.r.l..

Inoltre la signora Palocci, aficionados della spiaggia di Passoscuro, sostiene che ella da giovinetta, seduta alla base della casa sulla palafitta, costruita di Azelio Meddi nel 1950, si bagnava i piedi nella risacca, che anche con il mare calmo arrivava fin lì. Perciò negli ultimi 65 anni la spiaggia si è accresciuta di circa 50 mt e le dune, a partire dal 1983, si sono alzate fini a 5- 6 mt.
Ora recintarle con legno di castagno, servirebbe solo a fornire legna da ardere a chi vuol continuare ad accendere fuochi e cantare alla luna. Mentre un migliaio di fagottari continuano a restare senza assistenza a mare, senza pulizia e senza servizi igienici: Da qui, nonostante che a Fiumicino impazza la sterile polemica di chioscopoli, deriva l’urgente necessità di aprire almeno un chiosco in fondo a via Stintino. Che, oltre a pulire la spiaggia e dare assistenza ai fagottari, si occupi anche di controllare che non si continui a degradare la duna alta. E, male fece Montino a sospendere gli ultimi tre chioschi previsti a Passoscuro, che bisognerebbe attivarli tutti.

Nicola De Matteo

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