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Centrale rifiuti della Spadellata: continua la polemica

Comitato Lavinio No-Biogas: "Non può essere autorizzata una centrale fortemente pericolosa senza che la gente venga coinvolta nella decisione"

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Il Faro on line – “Abbiamo assistito ad un ignobile confronto di tutti contro tutti, ed azioni di guerriglia sono ancora in corso, nella disputa sulle due centrali per il trattamento dei rifiuti programmate nella zona di Lavinio. Inizialmente si trattava di una sola centrale, quella prevista in zona Padiglione quando, nell’approfondire la problematica relativa alla Regione Lazio, l’Arch Canacari responsabile del Settore Tecnico di Lavinio No-Biogas, si accorgeva che, nell’atmosfera delle feste natalizie 2015, era stata emessa la Determinazione relativa ad un’altra centrale e cioè quella della Spadellata” – dichiara in una nota il Comitato Lavinio No-Biogas.

“Per la componente relativa allo smaltimento di rifiuti organici – prosegue la nota -quest’ultima risulta essere più grande e più impattante, in termini ambientali, di quella di Padiglione. Lavinio No-Biogas ha lanciato l’allarme ed ha immediatamente invitato il Sindaco di Anzio ha formulare formale opposizione, nei tempi previsti, adducendo motivazioni plausibili.
E qualche motivazione plausibile esiste. La Determinazione  n.G16091 del 16 dicembre 2015, emessa dalla Regione Lazio a favore della ditta Anziobiowaste, è relativa essenzialmente al trattamento di 50000 t/a di materiali organici da rifiuti urbani e viene rilasciata a modifica “non sostanziale” della precedente Determinazione n.G15616 rilasciata il 5 novembre 2014 per trattamenti sensibilmente diversi. Mentre la prima Determinazione era relativa a due linee di trattamento (una relativa a 25000 t/a di rifiuti organici di cui 2500 di rifiuti verdi e l’altra relativa  alla termo essiccazione di 27.500 t/a di fanghi) la seconda Determinazione elimina la linea di termo-essiccazione fanghi e raddoppia la linea di trattamento dei rifiuti organici per la produzione di biogas con l’aggravante, ai fini ambientali, dell’esistenza di un cogeneratore per la produzione di energia elettrica”.

“Sul piano ambientale l’impianto previsto dalla Anziobiowaste è decisamente più pericoloso di quello di Padiglione che è più piccolo, per la componente relativa alla produzione gas, e che non prevede la cogenerazione e cioè la produzione di corrente elettrica che comporta combustione. Quindi, abbiamo un impianto autorizzato che utilizza 7 volte i rifiuti organici prodotti, a regime, dal comune di Anzio e che produce corrente elettrica. Chi ha fornito il parere favorevole da parte del Comune di Anzio?
L’iter procedurale origina dal 2011, che ruolo ha svolto il Comune di Anzio? Che reazione rispetto alla Determinazione Dirigenziale n. A04280 del 10/05/2012 dell’Area regionale di Via., che escludeva il progetto relativo all’installazione suddetta, dalle ordinarie procedure di Via, ai sensi della Parte II, Titolo III, del D. lgs. 152/2006 e s.m.i.?” – sottolinea No-Biogas.

Il Sindaco Bruschini ha dichiarato: “A me avevano detto che si trattava di un impianto per il trattamento del verde”. Ma il Sindaco non ha il dovere di andare oltre a quello che gli viene detto e di approfondire aspetti di progetti che possono mettere a rischio la vita dei cittadini? Basta leggere l’introduzione del progetto originale per vedere che trattava 25000 t/a di frazione organica da rifiuti di cui solo 2500 t/a erano rifiuti verdi. Io penso che i cittadini di Anzio e delle zone direttamente coinvolte abbiano il diritto di sapere che tipo atteggiamento è stato espresso in Conferenza dei Servizi e su quali motivazioni.
Ne abbiamo chiesto all’Assessore all’Ambiente, in occasione di un incontro recente e ci è stato risposto che il placet comunale era stato espresso per un impianto per il trattamento dei fanghi, cosa che  è vera solo parzialmente.

Non può essere autorizzata una centrale fortemente pericolosa per la gente che abita il territorio senza che la gente stessa venga coinvolta nella decisione che riguarda la propria salute ed i propri beni. E che la gente non sia stata coinvolta è una colpa gravissima che nasconde motivazioni tutte da scoprire. Il fatto che queste centrali siano penalizzanti per la popolazione è universalmente noto e condiviso è tanto vero che in molte occasioni gli abitanti delle zone interessate vengono compensati economicamente per il danno e per il disagio. E’ nostra intenzione non accontentarci della giustificazione data dal Sindaco che, di fatto, cercava solo di giustificare, in modo decisamente goffo, il proprio operato senza riuscirvi. Stralci di documento circolati in queste ore, indicano chiaramente che ad una seduta della Conferenza dei Servizi erano presente l’Assessore ed il suo Dirigente.  Chiederemo, faremo accesso formale agli atti, andremo ad indagare alla Regione Lazio, ma alla fine sapremo e faremo conoscere ai nostri concittadini chi ha fatto e chi ha omesso di fare. Intanto è tempo di cercare di riparare il danno.

“E’ necessario redigere un circostanziato e documentato ricorso formale, quello che il Segretario Comunale ha suggerito nel corso del Consiglio Comunale del 10 febbraio e poi articolare una duplice azione, confortata da adeguato supporto fornito da tecnici e legali al di sopra di ogni sospetto, per scongiurare il pericolo di questo ulteriore scempio del nostro territorio.  Il mandato alla Giunta, che le deriva dalla mozione del 10 febbraio, è chiaro abbastanza ed altrettanto perentorio in tal senso.

Poi il Comune di Anzio prosegua in modo efficace alla risoluzione del grave problema di una raccolta differenziata che non funziona, alla distribuzione delle compostiere ed all’applicazione di tutti quegli accorgimenti per un’accorta attuazione dei termini contrattuali della gestione dei rifiuti e del controllo del territorio. Lavinio No-Biogas, che vuole rappresentare, esclusivamente, le esigenze dei cittadini affiancherà l’azione del Comune di Anzio solo se essa sarà diretta verso la soluzione dei problemi. Ma basta con le piccole lotte di potere fra partiti, fra fazioni e fra persone: la gente è stanca di tutto questo e vuole amministratori onesti e competenti” – conclude il Comitato.

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