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Igiene Urbana, il Sindaco: “L’ennesimo scandalo. La città non trova pace”

Di Fiori: "Da tempo il responsabile dell'anticorruzione comunale sta monitorando l'appalto e ha contestato un aumento dei costi nelle fatture"

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Il Faro on line – Dopo l’ennesimo scandalo che avviene nel territorio di Ardea, che con accuse tutte da provare vede coinvolti soci e dipendenti dell’Ugiene Urbana Srl, concessionaria per il comune ed un ex dipendente comunale oggi in pensione, il sindaco Luca Di Fiori emette il comunicato stampa: “Purtroppo per la città di Ardea non c’è pace, dallo scandalo dei morti in discarica, al cittadino accusato di violenza su minori, dallo scandalo che ha portato al processo per tangenti e richieste di assunzioni come nel processo ‘Necropoli’. Che vede coinvolti con accuse tutte da provare, politici, tecnici comunali imprenditori, una storia che si ripete”.

“Intanto sempre per la raccolta rifiuti – prosegue il Primo Cittadino – va ricordato come un mese fa il sostituto del Geometra oggi ai domiciliari ha bloccato trasporti di frascame e potature, dubbia provenienza di verde e frascame vario in un consorzio del comune di Ardea che si era sostituito per la raccolta alla concessionaria comunale, così che i consorziati pagavano il comune con la Tari e il consorzio per un servizio che la concessionaria effettuava come da contratto utilizzando, oltre che utilizzare uno spiazzo per lo stoccaggio dei conteiners prima di mandarli a svuotare. Ora sono tutti e cinque ai domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria di Velletri”.

“Indispensabili sono state le denunce del consigliere Luca Fanco, all’epoca presidente della commissione Ambiente, presentate alla Guardia di Finanza di Pomezia e Roma. Denunce come si evince dalla documentazione da lui inviata che come lo stesso sostiene, che hanno dato inizio alle indagine che hanno portato al blitz di oggi con cinque illustri arresti.
Il dipendente ai domiciliari non è più al lavoro dal 30 dicembre 2015 perché in pensione. Da tempo il Comune con il suo responsabile dell’anticorruzione sta monitorando l’appalto e ha contestato un anomalo aumento dei costi indicati nelle fatture. Per questo l’ente ha fatto opposizione alla giustizia civile per due decreti ingiuntivi promossi dalla ditta. Per il Comune si tratta di voci non dovute” – conclude Di Fiori.

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