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Sequestrati i chioschi di Capocotta, Wwf: “Un provvedimento che aspettavamo da dieci anni”

Il Vicepresindente: "Ora si faccia tesoro dell'esperienza e nella nuova convenzione non si ripetano gli stessi errori"

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Il Faro on line – Giovedì scorso, 11 febbraio, sono stati sequestrati i “chioschi” di Capocotta. “Finalmente è stato preso un provvedimento che aspettavamo da oltre dieci anni” – dichiara Maria Gabriella Villani, vicepresidente del Wwf Litorale Laziale – tutti i chioschi si erano estesi notevolmente a scapito della duna, rispetto al progetto originario che prevedeva 64 mq di spazi chiusi. Da anni il Wwf chiedeva che venisse ripristinata la legalità e soprattutto si tutelasse l’ambiente. Capocotta infatti si trova all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, istituita con D.M. del 1996 ed è tutelata anche dalle norme europee in quanto area inserita in un Sito di Interesse Comunitario ed in una Zona di Protezione Speciale.”

Il Comune di Roma aveva realizzato i 5 chioschi originari nel 1995, consegnandoli nel 1996;  successivamente era stato aggiunto il chiosco naturista. Nel 2000 erano state firmate le convenzioni per la gestione con un accordo decennale, prorogato poi in maniera discutibile, considerata la situazione, fino al 2015. L’11 febbraio la Polizia Municipiale del X,  ha sequestrato i chioschi denominati Zagaja, Mediterranea, Chiosco naturista, Porto di Enea, Mecs Village, mentre il Settimo cielo era stato sequestrato già il 28 gennaio.

Aggiunge Maria Gabriella Villani – “Il primo vizio di fondo che ha generato questa situazione di illegalità a nostro avviso è stato consentire la ristorazione. Come è possibile gestire un ristorante con soli 64 mq di spazi chiusi? Per un ristorante occorrono dispensa, cucina, cella frigorifera, bagni adeguati e un minimo di spazi per la clientela. Per rientrare degli investimenti fatti e stipendiare tutto il personale è necessario avere tanti clienti, e per avere tanti clienti servono ancora più spazi, insomma, il raziocinio doveva suggerire, prima della stipula della convenzione, che sarebbe stato impossibile: e infatti la situazione creatasi a Capocotta in questi anni ce lo ha confermato chiaramente”.

“Roma è l’unica capitale d’Europa ad avere all’interno del proprio territorio un ecosistema così prezioso e particolare, che però diventa fragile nel momento in cui è sottoposto ad un intenso sfruttamento turistico balneare. Osserviamo un particolare di primaria rilevanza: la spiaggia di Capocotta, peraltro in erosione, non è così ampia dar potere ospitare sul proprio arenile servizi di ristorazione, come quelli che hanno operato fino ad adesso. In alcuni tratti la distanza tra la linea di battigia e la via Litoranea è meno di 100 metri.”

“Il principale obiettivo di gestione della spiaggia di Capocotta deve essere quello di tutelare questo ambiente unico: il secondo vizio di fondo è stato pensare che potessero essere i gestori stessi dei chioschi a tutelarlo! Riconosciamo che la macchia mediterranea, oggi, grazie ai camminamenti sopraelevati realizzati dal Comune, si trova in una situazione migliore rispetto al 1995, ma non ottimale: sono ancora troppi i buchi nella recinzione ed i corrispondenti camminamenti irregolari che lasciano scoperti da vegetazione centinai di metri quadrati”.

“Inoltre, a causa dell’insabbiamento causato da questo calpestio, stanno scomparendo le preziose aree umide retrodunali. La pulizia dell’arenile con mezzi meccanici ha danneggiato la duna, e appiattendo la spiaggia ha incrementando il fenomeno dell’erosione da parte del mare. E l’inserimento di piante esotiche invasive, come il fico degli Ottentotti (Carpobrotus edulis), sta sottraendo spazi sempre maggiori alle piante autoctone caratteristiche della duna costiera” – sottolinea Villani.

“Chi sono i responsabili di questa situazione? Ci sembra assurdo che la capitale d’Italia non abbia le risorse, economiche ma soprattutto umane, per gestire un territorio così prezioso ed importante. Ora si faccia tesoro dell’esperienza e nella nuova convenzione non si ripetano gli stessi errori” – conclude la Vicepresidente.

Per eventuali informazioni contattare il numero 347-8238652.

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