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Aeroporto, appesi ai giudici 

Da una parte il Tar, dall'altra il Consiglio di Stato: si aspettano i pronunciamenti. Intanto il Comitato FuoriPista ha presentato una memoria "ad opponendum"

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Il Faro on line – In questo momento non ne parla quasi nessuno, di certo non ne parla la grande stampa nazionale. Come se il problema fosse risolto o, meglio, non esistesse. Il raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino, invece, è ancora un progetto pendente sul territorio, riportato in ballo dalle dichiarazioni di Delrio qualche tempo fa, contrastato dall’amministrazione Montino, e “appeso” alle decisioni di ben due tribunali: quello amministrativo regionale e il Consiglio di Stato. Ultima puntata della vicenda, datata 2016, è una memoria “ad opponendum” presentata dall’attivissimo Comitato FuoriPista che, al di là delle manifestazioni di piazza, sta svolgendo un’opera di contrasto assidua ed onerosa attraverso i canali giudiziari.

La memoria è stata presentata al Consiglio di Stato, lo stesso al quale si è rivolto la Presidenza della Repubblica dopo essere stata sollecitata – con un anno di ritardo rispetto al quale varrebbe la pena di riflettere – dall’Enac, in contrasto con il Ministero dell’Ambiente sulla decisione di far diventare più stringenti le tutele ambientali nella zona intorno all’aeroporto, in quanto quest’ultime così definite impedirebbero il previsto sviluppo di un’opera che viene definita di altissimo valore strategico per la nazione. Ancora pendente al Tar, invece, il ricorso di Adr sempre avverso la decisione di alzare il livello delle tutele ambientali. Insomma, Enac e Adr cercano di smontare le decisioni prese dal Ministero dell’Ambiente sulle tutele del territorio, mentre quest’ultimo viene sorretto dall’Amministrazione comunale di Fiumicino e dal Comitato FuoriPista.
La battaglia è ancora aperta.

Nel frattempo la famiglia Benetton continua a fare soldi. Spesso – come ha scritto sul quotidiano La Notizia il giornalista Stefano Sansonetti – si punta l’indice contro la Maccarese Spa, la società dei Benetton sui cui terreni dovrebbe essere realizzato il raddoppio dello scalo di Fiumicino. Un affare da 12 miliardi di euro, per finanziare i quali il Governo Monti regalò in extremis ai Benetton l’aumento delle tariffe aeroportuali pagate dai viaggiatori, che interessa ad Adr, società di gestione dello scalo sempre controllata dalla famiglia.

Quella stessa famiglia che un domani, quindi, potrebbe trovarsi a vendere i terreni a se stessa. In pochi, invece, conoscono Pavimental. Si tratta di una società di costruzioni che dall’ultimo bilancio approvato risulta fatturare qualcosa come 396 milioni di euro. Quasi tutte queste risorse arrivano da due committenti, Adr e Autostrade per l’Italia, entrambi controllati da Atlantia, la holding dei Benetton.

E a chi fa capo Pavimental? Il 59,4% è in mano ad Atlantia, un 20% ad Autostrade per l’Italia, un altro 20% ad Adr e il restante 0,6% ad Astaldi. Insomma, Pavimental è dei Benetton. Che con una mano danno gli appalti, con l’altra li vincono”.

Angelo Perfetti

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