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Severini: “Se Pavinato crede alle sue parole venga a dirle in pubblico”

Il Presidente di Crescere Insieme: "Non vorrei che alla fine per ricordarsi di lui ci tocchi tutti andare a Chi l’ha visto?"

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Il Faro on line – “Dopo due anni e mezzo, devo dirlo con franchezza assoluta, non riesco ancora a capire quale dei due Pavinato sia quello vero. Se quello grigio seduto in consiglio comunale o quello frizzante che per convenienza politica è costretto a firmare comunicati stampa non suoi e ripetere a pappagallo le ‘solfe’ dettate da altri. Ho provato a chiedere un po’ in giro e, a onor del vero, l’unica cosa che a oggi si ricordi di lui è l’avviso di garanzia ricevuto per una delibera che ha aumentato le superfici dei chioschi: non proprio il massimo per chi si era appiccicato la stelletta di rivoluzionario ambientalista” – dichiara Roberto Severini, Presidente dell’associazione Crescere Insieme.

“Andando al nocciolo della questione – prosegue Severini – sono felice che non abbia avuto alcuna cosa da ridire di fronte alla sfilza di promesse mai realizzate, ci mancherebbe anche. E sono pure felice che abbia elencato le cose fatte. Cinquecento metri di illuminazione, non tutta funzionante, è una cosa di cui effettivamente vantarsi dopo due anni e mezzo. Come vanno ricordati i tanti eventi estivi pagati dai cittadini, mica regalati da Pavinato. Quanto sono costati se lo ricorda? Io sì: tanto tanto. Magari l’anno prossimo, se ce lo chiede, gli ‘prestiamo’ lo ‘Schiuma Party’, quello sì gratuito per le casse comunali visto che a differenza sua, i tanto bistrattati volontari dell’associazione Crescere Insieme ogni tanto le mani in tasca se le mettono. Non va dimenticato il centro anziani, anche quello comprato con i soldi dei cittadini. Quant’è costato alle casse comunali? E già che c’è mica si ricorda che fine abbia fatto la ‘baracchetta’? Visto che l’abbiamo pagata potrebbe pure rendercela. Magari ci risponde direttamente in assemblea pubblica? Tre mesi fa aveva assicurato che sarebbe tornato con grandi novità. Lo aspettiamo a braccia aperte”.

“Noi siamo disposti a ospitarlo già domani – incalza Severini – Magari si studi a memoria la ‘pappardella’ così ce la ripete quel giorno e vediamo che effetto fa. Sarò pure un ‘umile tribuno della plebe’ come mi ha definito il consigliere. Però intanto quelli che hanno giudicato positivamente il mio percorso oggi sono più del doppio dei suoi”.

“Basterebbe andarsi a rileggere i voti di preferenza presi alle ultime elezioni. Poi se per vincere un posto in consiglio comunale sia necessario barattare la propria libertà intellettuale e votare a comando, allora lascio volentieri l’onore a Pavinato che bene interpreta questo ruolo. Il caro amministratore pubblico un paio di consigli amichevoli li accetti: prima cosa risponda sui temi e problemi che ho messo in evidenza, poi se vuole raggiungere anche solo lontanamente le oltre 1200 preferenze di lista, che mi sono state accordate, cominci a pedalare, a farsi scrivere meno comunicati e stare un po’ più in giro”.

E conclude ironicamente: “Non vorrei che alla fine per ricordarsi di lui ci tocchi tutti andare a Chi l’ha visto?”.

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