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Una colonia camorrista?: il presidio di Libera commenta l’indagine

Libera: "L’immagine della nostra città si può ricostruire solo con una reazione forte di tutti"

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Il Faro on line – “A fine giugno dello scorso anno il Presidio dell’Associazione Libera di Cerveteri/ Ladispoli intervenne per richiamare l’attenzione della comunità intorno al problema emerso con l’operazione della Dia del 17 giugno che aveva portato all’arresto di persone, conosciute e radicate nel territorio, che negli anni avevano gettato sul lastrico tanti concittadini e tante famiglie attraverso estorsione, usura, gioco d’azzardo.
Ma già nel 2011, con l’operazione Vesuvio, la Magistratura aveva disposto l’arresto nella nostra città di una decina di persone anch’esse legate a clan camorristici.

Dicemmo allora che era necessario mobilitare innanzitutto le coscienze dei cittadini e l’impegno di tutte le forze sane del territorio contro il diffondersi di tali fenomeni sicuramente in espansione. A distanza di quasi un anno la Dia nei giorni scorsi è di nuovo intervenuta, arrestando altre persone e mettendo sotto sequestro sessanta immobili di pregio, 11 società, auto, conti correnti e terreni agricoli, frutto di usura e gioco d’azzardo. Risultano coinvolti anche i territori dei comuni limitrofi.

Siamo di fronte ad una situazione in cui la legalità è stata messa ed è messa ogni giorno a dura prova dall’espandersi dell’influenza nel nostro territorio della camorra. Altri episodi inquietano fortemente: ripetuti incendi di imprese commerciali, incendi anche negli uffici del Comune, diffusione eccessiva di locali dove è possibile giocare d’azzardo” – si legge in un comunicato dell’Associazione Libera“.

“E’ il momento che le comunità (anche quelle limitrofe) – prosegue il comunicato – si schierino in modo chiaro e netto, per discutere insieme e prendere contromisure, per  incrementare gli anticorpi, per aiutare le vittime a chiedere aiuto, per diffondere nelle scuole la cultura della legalità, per potenziare le forze dell’ordine, per ribadire le regole e la trasparenza dell’azione amministrativa. Si intervenga quindi con un piano articolato costruito con l’aiuto di tutte le forze sane della città, poiché quando i fenomeni sono così ampi e diffusi non possono che avere alle spalle una “sistema” molto complesso di connivenze, interessi e silenzi che in questi anni sono stati l’incubo e la sofferenza di centinaia di persone”.

“Certo non è solo Ladispoli, certamente la criminalità organizzata si è diffusa pericolosamente in tutto il Paese come testimoniano arresti e indagini ricorrenti anche al Nord, ma non bisogna sminuire la gravità dei fatti. L’immagine della nostra città si può ricostruire solo con una reazione forte di tutti (mondo dell’imprenditoria, del commercio, le scuole, le tante associazioni che già questa estate avevano sperimentato in piazza, intorno alla nostra Associazione, una forte collaborazione e coesione contro le mafie per la legalità. C’è molto da fare ed il presidio di Libera vuole essere un punto di riferimento per i cittadini, per riflettere ed impegnarsi insieme con la parte sana della comunità, alzando il livello di guardia e contribuendo tutti a costruire sul nostro territorio veri legami di solidarietà e giustizia” – conclude L’Associazione Libera.

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