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Russo D’Auria: “Apprezzo l’opera delle Forze dell’Ordine, ma i dati della Questura non sono reali”

Il leader di Gil, Russo D'Auria, contesta i dati della Questura: "La maggior parte dei furti non vengono più denunciati, non serve a nulla"

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Il Faro on line – Le statistiche servono a poco, i numeri possono essere letti in mille modi. Basti guardare quando arrivano le elezioni, tutti vincono  e nessuno perde. Ma la realtà è un’altra cosa, e i cittadini sanno bene qual è il problema della sicurezza”. A parlare è Mario Russo D’Auria, leader di Gil (Gruppo indipendente libero per Fiumicino) che all’indomani dei dati snocciolati dalla Questura sul decremento di furti in casa punta il dito contro quella che definisce solo “propaganda”.

“Sia chiaro che apprezzo l’opera che quotidianamente fanno gli uomini e le donne delle forze dell’ordine – afferma Russo D’Auria – ma una cosa è apprezzare l’impegno, altro è farci prendere in giro dalla Questura che disegna una situazione che nella realtà non esiste. Dire che i furti sono diminuiti è improprio, forse sarebbe meglio dire che sono diminuite le denunce, visto che la sfiducia dei cittadini ormai è talmente profonda che nemmeno si va più a perdere tempo al Commissariato piuttosto che dai carabinieri”.

Russo D’Auria è un fiume in piena: “Nella zona nord sappiamo bene quanto il territorio sia esposto ai ladri e quanto sia aggredito dalla prostituzione; all’Isola Sacra non passa settimana che qualcuno, casa o negozio, venga visitato di notte dai ladri. Spariscono auto, gioielli, moto, soldi contanti e poi c’è il discorso della facilità con la quale queste bande fanno incursioni pericolosissime sugli oleodotti, cosa che ha provocato già un mezzo disastro ambientale e un incendio. Poi c’è l’esplosivo trovato dentro una casa, poi ci sono le inchieste su Mafia Capitale”.

“Ma siamo davvero sicuri che sbandierando una statistica fatta sulle denunce la gente si convinca di stare a posto? Vogliamo farne un’altra sugli arresti effettivamente operati? E ne vogliamo fare un’altra ancora su quanti restano nelle patrie galere invece di vederceli girare il giorno dopo sulle stesse strade? Questi sono i temi che bisognerebbe affrontare, con l’onestà di dire che la situazione è grave. Lo dovrebbero fare le forze di polizia, e lo dovrebbe fare per prima la politica”.

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