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Tavolo permanente di Partecipazione: parlano le associazioni

I presidenti e portavoci rassegnano le proprie dimissioni a partire da oggi

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Il Faro on line – “Premesso che, le finalità per cui si è istituito il Tavolo Permanente di Partecipazione erano quelle di ‘costruire un luogo di confronto e approfondimento, di studio e di discussione, sulle questioni che riguardano l’organizzazione dei servizi per la salute dei nostri concittadini, nel quale la Direzione Aziendale e le associazioni affrontano problemi sanitari e socio sanitari’ – questa era la descrizione che dava la Asl Rmh, del tavolo di partecipazione. Come Associazioni di Ardea, abbiamo aderito ed eletto un rappresentante effettivo, Maria Matassi, per l’Associazione Mafalda e due supplenti quali Oscar Zazza per l’Associazione Casalazzara e Antonio Nerpiti per l’Associazione Aosc” – dichiarano le Associazioni.

“Oggi in attesa del prossimo incontro – prosegue il comunicato – che, era previsto per l’11 febbraio p.v. ma poi rinviato, possiamo certamente dire che gli incontri che ci sono stati finora sono soltanto serviti a discutere di norme, regolamenti, ecc. Le convocazioni vengono fatte via email ma, ad esempio come è capitato alla rappresentante di Ardea, che avendo avuto il computer fuori uso per quasi due mesi, nessuno si è preoccupato di fare nemmeno una telefonata per sapere ad esempio dopo un’assenza il motivo per cui saltava una riunione. Mentre le riunioni si occupavano di regole, i Sindaci nel frattempo approvavano i piani di zona senza ovviamente avvisare o ascoltare nessuna associazione.
Ad Ardea purtroppo esistono gravissime situazioni riguardo a carenze di strutture e servizi sanitari. In una città di 50.000 abitanti abbiamo ambulatori per i prelievi in due quartieri e in ognuno a giorni alterni si possono fare soltanto 35 prestazioni, quindi è come se fosse uno, è veramente poco, infatti i pochi numeri si esauriscono presto e se un cittadino, magari anziano che prima di una certa ora non ha nessuno che lo accompagna spesso dover andare due o tre volte prima di poter fare un semplice prelievo”.

“Non possiamo vaccinare i nostri bambini ad Ardea – sottolineano le Associazioni – ma devono migrare in uno dei Comuni viciniori. La specialistica, già poca cosa fin dall’inizio, ormai è assolutamente insufficiente sia nella quantità delle ore, che nella varietà della proposta. IL Consultorio aperto con tanta fatica è chiuso da due anni. Non abbiamo un pronto soccorso, la struttura messa a disposizione dal Comune, terminata a luglio del 2014, che doveva ospitare alcuni di questi servizi, migliorandone la qualità, è chiusa e in balia dei vandali.
La nostra rappresentante, sig. Maria Matassi aveva chiesto  un incontro con il dott. D’alba proprio per parlare di queste criticità, ma non ha avuto alcuna risposta”.

“Vista, questa situazione sanitaria riteniamo superfluo partecipare ad un organismo in cui pur con tutto il rispetto dovuto si parla di tutt’altro. Dal momento che dopo un anno, al famoso Tavolo, non riusciamo non già a risolvere i problemi, ma nemmeno a parlarne riteniamo doveroso verso i nostri concittadini rassegnare le nostre dimissioni, cercando in qualche modo di mettere in atto una forma civile di protesta. Quindi le Associazioni : Mafalda, Aosc, Comitato di Quartiere, N. California, Andos, Casalazzara, oggi presenti, che a febbraio 2015 avevano votato i tre sopra descritti , propongono ai tre rappresentanti di rassegnare le proprie dimissioni in modo che nessuno rappresenti Ardea al Tavolo.
La proposta viene approvata all’unanimità, pertanto i signori Maria Matassi Pres. dell’Associazione Mafalda Oscar Zazza, il Pres. dell’Associazione Casalazzara, Antonio Nerpiti Pres. dell’Associazione Aosc rassegnano le proprie dimissioni a partire dalla data odierna” – conclude Maria Matassi.

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