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Stagione balneare, Unione Comitati: “Chiediamo discontinuità con il passato”

Uc: "Temiamo il concreto rischio di possibili tentativi di insabbiamento delle prove degli abusi commessi"

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Il Faro on line – “Oggi, a distanza di mesi dalla caduta della Giunta Marino, le indagini avviate dalla Procura e le verifiche e relativi sequestri attuati dalla Commissione Straordinaria del Municipio X, congiuntamente alla Capitaneria di Porto e al Demanio, confermano la gravissima situazione denunciata più volte dall’ex Assessore alla Legalità Alfonso Sabella sul mare, ovvero il Bene Pubblico più ignorato e redditizio non solo del nostro Municipio, ma dell’intera Capitale, ovvero di ben 4,5 milioni di cittadini. Ai sequestri in corso, sia totali che parziali, su alcuni stabilimenti balneari, i gestori hanno risposto sommergendo gli uffici municipali con una valanga di richieste di Scia e di Licenze balneari e commerciali, forse immaginando così di mettere in difficoltà l’amministrazione comunale e riuscire ad ottenere con il silenzio/assenso il via libera alle pratiche presentate, per l’impossibilità materiale da parte degli uffici municipali di esaminarle tutte entro i 30 giorni previsti” – lo dichiara in una nota l’Unione Comitati di Ostia.

“Temiamo il concreto rischio – prosegue la nota – di possibili tentativi di insabbiamento delle prove degli abusi commessi, evidenziato dai cantieri aperti durante le ultime festività con demolizioni avvenute in stabilimenti che erano già stati verificati dal dott. Sabella e per i quali era già stata preparata la bozza di decadenza della concessione. Chiediamo al Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca di intervenire immediatamente per risolvere la situazione, affinché tutte le richieste possano essere esaminate nel merito, e rigettate se non presentano i requisiti di legge. Ad esempio, il rispetto della normativa sulle delimitazioni e recinzioni, che non devono superare i 90 cm o a volte addirittura i 20 cm (così come riportato in alcune concessioni)”.

“Oppure il rispetto dell’art. 23 della legge 104/92, secondo il quale i concessionari devono garantire il requisito essenziale dell’accessibilità e visitabilità delle strutture alle persone con disabilità (passerella per carrozzella, piattaforma ombreggiata, attrezzatura specifica per fare il bagno). Chiediamo infine che sia applicata finalmente la Direttiva Ue Bolkestein, che il nostro Stato ha già recepito, ma che ad Ostia, in particolare, si è dimenticato totalmente di applicare”.

“Ci aspettiamo che prima dell’inizio della prossima stagione balneare si inizi a demolire il “lungomuro” e non ci si ripropongano soluzioni tipo “varchi”, ormai dimostratesi inconcludenti e offensive per l’intelligenza dei nostri concittadini, affinché chiunque, cittadino, turista, pellegrino in visita per il Giubileo, possa finalmente vedere garantito il suo diritto a fruire della vista del mare e ad accedervi liberamente in qualsiasi momento” – conclude la nota.

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