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Barillari e la falsa relazione antimafia diffusa su facebook

Il consigliere pentastellato della Regione Lazio pubblica sulla sua pagina social una relazione definendola “desecretata”. Ma quel documento non è stato prodotto dalla Commissione

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Il Faro on line – “Mafia ad Ostia: la relazione antimafia desecretata”. Ha scritto pochi giorni fa  Davide Barillari sul suo profilo facebook. Ma il documento è un falso, nel senso che non è una relazione prodotta dall’Antimafia ma redatta da autori che non solo non sono giornalisti, ma sono anche indagati dalla procura di Roma.

Non fa parte infatti degli atti prodotti dalla Commissione parlamentare antimafia il materiale condiviso dal consigliere del movimento 5 stelle della Regione Lazio sul social network fondato da Mark Zuckerberg. La presunta relazione “desecretata” – e il termine lascia intendere che sia un’anteprima su documenti di inchiesta – è invece, una personalissima ricostruzione di alcuni fatti successi ad Ostia tra il 2013 e il 2015. 

E’ un concentrato di trame complottiste senza però un reale riscontro empirico il documento redatto e spedito a una sfilza di soggetti istituzionali: la Procura di Roma, la Direzione Nazionale Antimafia, il Comune di Roma, la Prefettura di Roma, il X Municipio di Roma, la Polizia , i Carabinieri, la Guardia di Finanza e i componenti della Commissione Parlamentare Antimafia. Per apparire verosimile ai lettori presenta la scritta “desecretato”,  prodotta con l’ausilio di un programma di grafica.

Protagonisti della storia, che sembra una riedizione in chiave moderna del famoso libro di Umberto Eco: “Il pendolo di Focault”, l’ex presidente del X Municipio Andrea Tassone, il senatore del pd Stefano Esposito, e la giornalista del quotidiano “La Repubblica” Federica Angeli. Tre personaggi uniti in una presunta trama cospiratoria, tesa tra l’altro a delegittimare gli autori della relazione. Ed è la giornalista di Repubblica, uno dei bersagli preferiti del documento, nel quale sono presenti alcuni snapshot, provenienti proprio dal profilo facebook di Federica Angeli. Snapshot che,  per gli autori del report su Ostia, proverebbero l’inganno perpetrato ai danni dell’opinione pubblica da parte della cronista del quotidiano romano, in favore dell’ex presidente del X municipio Andrea Tassone, tra gli imputati del processo su mafia capitale.

In realtà rappresentano il corredo utile ad avvalorare la rappresentazione “manipolata” della realtà.Ma non è limitata ai protagonisti della vicenda la ricostruzione cospirazionista degli eventi accaduti nel X municipio. Anche altri eventi legati alla cronaca locale come l’incendio del pub “Quore Matto” di Ostia e l’incendio dell’edicola della responsabile del circolo Pd di Ostia Nuova nella relazione presentata come targata Antimafia, ma in realtà autoprodotta,  vengono descritti come finti.

Infine ci sono le affermazioni su Libera, l’associazione contro le mafie. In un passo che si sofferma sul bando delle spiagge libere 2014, la relazione afferma che: ”Mascherato da un bando di gara, la spiaggia di Ostia denominata ‘lotto 8’ è stata assegnata all’associazione ‘Libera’ Praticamente con un affidamento diretto’”, cosa in realtà non avvenuta in quanto subentrati come seconda classificati in quanto il primo era decaduto perché non avente i requisiti necessari.

E proprio tra Libera e il movimento 5 stelle c’è stata un’accesa polemica, pochi mesi fa sulla questione. La scintilla era scoppiata dopo la pubblicazione, da parte del quotidiano “Il Tempo” di una versione non ufficiale della relazione sulla mafia ad Ostia che i pentastellati stavano per consegnare alla Commissione antimafia. Una bozza molto critica nei confronti dell’associazione fondata da don Ciotti. Il movimento 5 stelle negò l’autenticità della bozza. Ora nuove polemiche si affacciano all’orizzonte. E rimane il mistero sulla motivazione che ha portato a condividere un documento non ufficiale.
Marco Orlando

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