Seguici su

Cerca nel sito

Consiglio straordinario, M5S: “Montino rifiuta il confronto”

Velli: "Non riteniamo corretto che la Presidente del Consiglio abbia agito come portavoce del Sindaco"

Più informazioni su

Il Faro on line – “Il Consiglio Comunale Straordinario del 23 febbraio, richiesto dal MoVimento5Stelle per avere chiarimenti in merito alla vicenda delle concessioni dei chioschi sul litorale di Fiumicino, si è concluso senza che Montino abbia dato alcuna risposta alle molte domande della comunita’ cittadina. All’inizio della seduta di Consiglio ci si aspettava che il Sindaco avrebbe aperto i lavori con una esaustiva spiegazione, fornita non in televisione o in conferenza stampa, ma nella giusta sede come suo dovere istituzionale. Invece la Presidente del Consiglio Califano si è subito sostituita al primo cittadino dichiarando che non c’era nulla da aggiungere a quanto già diffuso a mezzo stampa, e che il Sindaco avrebbe eventualmente risposto se e quando lo avesse ritenuto opportuno” – lo dichiara in una nota Fabiola Veli, portavoce del M5S.

“Non riteniamo corretto – prosegue la portavoce del M5S – che la Presidente del Consiglio abbia agito come portavoce del Sindaco Montino, e non abbia invece mantenuto la dovuta equidistanza fra gli schieramenti politici, mancando al suo ruolo di garante della democrazia cosi’ come previsto dalla sua figura istituzionale. Inoltre non riteniamo corretto che quando l’opposizione ha manifestato il proprio dissenso con magliette e cartelli, la Presidente Califano abbia invece fatto prevalere l’aspetto formale del Regolamento, al punto di far prima sospendere e poi chiudere il Consiglio Comunale Straordinario. In questo modo si è evitato di rilasciare alcuna dichiarazione ufficiale sul vero argomento e motivo di riunione dell’assemblea consiliare, e cioè l’indagine avviata dalla magistratura a carico del Sindaco e di 15 consiglieri comunali per il rilascio delle concessioni demaniali ai chioschi sul litorale di Fiumicino”.

“Il Consiglio Comunale Straordinario avrebbe rivestito particolare importanza dal punto di vista giuridico perché ogni dichiarazione rilasciata in sede istituzionale sarebbe stata acquisita dalla magistratura agli atti dell’indagine in corso in quanto dichiarazione ufficiale, mentre invece si è trattato di un’altra occasione persa per la comunita’ cittadina dato che i lavori sono stati chiusi senza che nè Montino né i consiglieri indagati dicessero una sola parola” – conclude la Velli.

Più informazioni su