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Stirpe e Zingaretti spingono per la riqualificazione dello scalo

Unindustria e Regione Lazio: "Va completato il progetto"

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Il Faro on line – Non ci sono solo voci negative rispetto al raddoppio dell’aeroporto Leonardo Da Vinci. “Sull’aeroporto di Fiumicino abbiamo previsto degli investimenti e soprattutto queste infrastrutture della logistica e della mobilità saranno inserite all’interno di un sistema di un trasporto ecocompatibile e moderno” – lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenendo agli Stati generali dell’Industria alla facoltà di Economia dell’Università di Roma Tre.

Il Governatore ha poi parlato dell’intero sistema di mobilità: “Abbiamo intenzione di presentare tra qualche settimana un gran piano regionale e nazionale di investimenti sulle infrastrutture della logistica. L’obiettivo è la realizzazione di una moderna e futuristica cura del ferro che vorrà dire chiudere la cintura dell’’anello ferroviario e investire sulla Metro C a Roma, perché non ci si può fermare al Colosseo”.

Anche il presidente di Unindustria, Maurizio Stirpe, ha citato Fiumicino: “Siamo ormai alla chiusura dell’’antico problema del disavanzo sanitario nel Lazio, a cui veniva associato l’’inasprimento delle addizionali dell’’Irap. Una volta che questo problema è stato risolto definitivamente, si deve procedere senza indugio a restituire alle imprese quello che per troppi anni sono state costrette a pagare, a mio avviso per responsabilità’ relative ad altri”.

“Credo che nel prossimo biennio verranno attivate ingenti risorse da investire soprattutto nei settori del chimico-farmaceutico e delle automobili, e per la parte infrastrutturale che insiste sul porto di Civitavecchia, che può essere completata anche con la parte relativa all’aeroporto di Fiumicino. Dunque, ritengo che nel Lazio ci siano degli elementi di vitalità che devono essere corroborati. Ci sono le condizioni per un risultato atteso da quindici anni dagli imprenditori. Bisogna arrivare alla riduzione delle addizionali Irap” – conclude Stirpe.
Industriali e politica dunque sembrano spingere in un’unica direzione. E a Fiumicino la preoccupazione sale.

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