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Biblioteca Marchiafava, un patrimonio di volumi lasciato alla muffa ed ai topi

Una biblioteca gettata alle ortiche. "Stoppata" una cordata di privati. Poi il nulla

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Il Faro on line – “Dopo un anno di promesse, burocrazia, fondi stanziati e mai arrivati, la situazione per la biblioteca Marchiafava resta invariata: un patrimonio di volumi rinchiuso negli scatoloni, lasciato alla muffa ed ai topi. – E’ Paola Meloni, una mamma che fin dall’anno scorso si è interessata alla vicenda, a raccontare -: Ho provato ad occuparmi attivamente del problema, ho radunato un gruppo di genitori che come me avevano a cuore la situazione, ho chiamato in causa l’Assessore Calicchio che sapevo essersi occupato da cittadino e non da assessore della manutenzione di alcune scuole in collaborazione con altri genitori e insieme abbiamo provato ad aprire una strada”.
 
“Le insegnanti – continua Paola – avevano addirittura creato una pagina Facebook  per sensibilizzare sul problema della chiusura di un polo cosi importante. Non erano servite interviste, articoli, mobilitazioni e loro erano davvero demoralizzate”.

In pochi giorni genitori e Assessore hanno radunato una cordata di imprenditori pronti a realizzare la messa in sicurezza e il rinnovo dei locali individuati come nuova collocazione. Nel gruppo c’erano imprenditori edili, elettricisti, idraulici, un geometra e tanti genitori disposti a dare un contributo materiale o economico, anche nel piccolo, e che avevano promesso di restituire la biblioteca ai bambini entro sei mesi.

“L’anno scorso però l’iniziativa popolare è stata prontamente bloccata dalle istituzioni, da una politica interessata più alla paternità della soluzione che alla soluzione stessa”.
I fondi necessari alla riapertura della biblioteca sarebbero stati stanziati nel bilancio, ma di questo denaro si sono perse le tracce.
Oggi i libri continuano a marcire al buio, alcuni impilati per terra coperti di muffa, altri ammucchiati negli scatoloni, molti ormai da buttare, cosi come gli anni di lavoro delle insegnanti e dei ragazzi che avevano creato un patrimonio inestimabile e un punto di eccellenza educativa e partecipativa per i ragazzi.
L’Amministrazione risponde con il silenzio, nessuno ne ha più parlato, nessuno ne sa nulla: il Comune annega tra mille problematiche, fra mari di burocrazia e promesse disattese”.

“Sono pronta a scommettere – assicura Paola – che nessuno si ricorda più della biblioteca. I diritti dei ragazzi sono stati sacrificati a becere scaramucce e a piccoli interessi politici, dove la paura che qualcuno possa avere un merito in più ha la meglio sull’interesse per la cultura, per la crescita dei giovani”

“Quando partiranno i famigerati lavori tanto sbandierati dal comunicato del Comune un anno fa? Oggi, insieme ad altri genitori – conclude – voglio rilanciare la nostra proposta, quella dei cittadini, costretti a prendere atto, dopo un anno di attesa, di una promessa disattesa”.

Federica Cenci 

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