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Nuvole sui laghetti della Solfatara

Un progetto fatto da cittadini e comitati per tutelare la riserva

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Il Faro on line – Una proposta da formalizzare per poi lavorare a un progetto vero e proprio di tutela e valorizzazione dell’area adiacente al Parco Decima Malafede, riserva naturale protetta istituita nel 1997. E’ quanto sta predisponendo, riunendosi sotto il nome di “Solfarata Area Naturale Protetta”,  un coordinamento di cittadini insieme ai comitati di quartiere e ad esponenti del Coordinamento “No discariche no inceneritori”.
Di tanto in tanto infatti (prima 2012 poi 2014) l’area intorno ai laghetti della Solfarata, proprietà privata di difficile e non sicuro accesso ai confini tra territorio del Comune di Pomezia e Roma,  si trova scelta come destinazione della creazione di una delle nuove discariche per soddisfare il fabbisogno capitolino e provinciale.

Il progetto attuale della gestione Cerroni, proprietario di Malagrotta, e in particolare della “Pontina Ambiente srl” è un impianto che sarebbe in grado di smaltire 240 tonnellate di rifiuti organici l’anno, tutto l’umido che viene dalla raccolta differenziata del Comune di Roma.
Il progetto è dell’ingegnere Gian Mario Baruchello, secondo cui “non risulta che nelle aree limitrofe o nelle immediate vicinanze vi sia la presenza di altri impianti – così dichiara nelle carte – e pertanto non vi è possibilità di interferenza né cumulo con altri progetti”
I cittadini hanno verbalizzato nella riunione l’incompatibilità del progetto con i vincoli paesaggistici di zona (Vincolo Bondi) che esclude le attività e le nuove costruzioni in progetto: azienda agricola con annesso impianto di compostaggio di 100 ettari in zona Quarto della Zolforatella per la lavorazione di 220mila tonnellate provenienti dall’umido della raccolta porta a porta della città di Roma e 20mila tonnellate di potature del verde. In aggiunta sono previsti 40mila mq di capannoni.

Inoltre a contrastare le dichiarazioni di Baruchello viene puntualizzato che nelle adiacenze esistono già impianti di forte impatto ambientale come la discarica di Selvotta e Canestrini, la discarica di Roncigliano, quella di Falcognana e in attesa della procedura di AIA (autorizzazione integrata ambientale) per un biodigestore nel comune di Pomezia progettato da lui e da sua moglie, l’ingegner Carla Carnieri. Si tratta di un “bio” gas da 66mila tonnellate all’anno di umido che verrà costruito nel cuore produttivo di Pomezia, nei pressi di Santa Palomba. Ad agosto scorso ha ricevuto dalla Regione un pre-avviso di via libera alla costruzione. Inoltre, di recente è stata approvata dal Comune di Ardea anche un‘altra fabbrica a “bio” metano da 117mila tonnellate all’anno di rifiuti che verrà costruita in località Tor di Bruno, sulla via Ardeatina, a due passi da Roncigliano e dal depuratore dei Castelli Romani.
Propongono quindi agli uffici amministrativi competenti regionali e comunali l’annessione di tutta la zona nel Parco Decima Malafede e scongiurare quindi presenti e futuri tentativi di oltraggio al territorio.

Ilaria Paiella

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