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Un Contratto di Lago per la gestione integrata del Lago di Paola

Tale istituto rappresenta uno strumento di programmazione negoziata e partecipata avente il fine di riqualificare i territori di un determinato bacino idrografico

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Il Faro on line – “Le criticità ambientali del Lago di Paola sono ampiamente note: scarsa circolazione dell’acqua, carenza di ossigeno nei mesi estivi, proliferazione di alghe, eccessiva presenza di nutrienti (azoto e fosforo), progressivo aumento della salinità, afflusso di inquinanti da fonte agricola e civile. Cause e processi conseguenti sono evidentemente complessi e criticamente interagenti: per questo necessitano di un insieme di azioni di riqualificazione e di protezione, coordinate e fondate su  un approccio gestionale integrato. In tale contesto, da anni ormai assume caratteri concreti l’impegno della Famiglia Scalfati, proprietaria del bacino dal 1888, per il risanamento dello stesso e la riqualificazione del complesso storico e produttivo che lo circonda. Nello scorso mese di dicembre 2015, è stato conferito un incarico ad esperti del settore per la previsione degli interventi necessari. Tale iniziativa ha fatto seguito all’incontro pubblico tenutosi lo scorso 30 ottobre a Sabaudia, nel quale le istituzioni del territorio, in primis il Comune e l’Ente Parco, e gli operatori privati intervenuti, hanno dimostrato grande interesse e promesso adeguato supporto a tale iniziativa” – lo dichiara in una nota l’Avv. Andrea Bazuro, in rappresentanza della Famiglia Scalfati.

“Un primo risultato di tale percorso – prosegue la nota – è stato il tavolo tecnico che si è aperto in queste settimane per la gestione e risoluzione delle problematiche che affliggono il Canale Caterattino. La collaborazione tra soggetti pubblici e privati, attivata in tale contesto, si ritiene che possa essere una metodologia da utilizzare positivamente anche per risolvere questioni più ampie e strutturali, che affliggono l’intero sistema lacustre. Appare chiaro, infatti, che il degrado della risorsa idrica e dell’ecosistema ad essa connesso è imputabile a problematiche che riguardano tutti i soggetti coinvolti nella gestione del territorio e dell’ambiente. È  quindi necessario coinvolgere e coordinare numerose strategie, che operano in vari settori (dal comparto agricolo e zootecnico, alla gestione urbana), ma che riguardano anche comportamenti della società civile. Al fine di superare tali inefficienze, la normativa comunitaria e nazionale ha messo a disposizione uno strumento specifico: il Contratto di Lago”.

“Tale istituto mira a raggiungere gli obiettivi attraverso un nuovo approccio metodologico e potrebbe essere estremamente efficace in un contesto così complesso come quello del Lago di Paola. I Contratti di Fiume o di Lago rappresentano uno strumento di programmazione negoziata e partecipata avente il fine di riqualificare i territori di un determinato bacino idrografico, o parte di esso, con interventi multi-settoriali e con il coinvolgimento su base volontaria, di tutti gli enti istituzionali e i soggetti privati insistenti su un determinato bacino”.

“Tale strumento – chiarisce Bazuro – è stato largamente utilizzato in Francia, fin dagli Anni Ottanta, ma anche in Inghilterra, Germania e Belgio, dove si è fatto ricorso a questi “Contratti” per affrontare gravi criticità idrologiche e ambientali in alcuni bacini idrografici. In Italia, le esperienze più mature sono state sviluppate in Piemonte e Lombardia, evidenziando come tali strumenti, pur applicati e interpretati in modo diverso a seconda del territorio considerato, sono riusciti ad imporre una nuova metodologia di lavoro, in grado di coinvolgere positivamente le politiche e le attività di soggetti pubblici e privati, per la condivisione di decisioni nel rispetto delle reciproche competenze istituzionali. La Regione Lazio ha aderito alla Carta Nazionale dei Contratti di Fiume il 18 novembre 2014 e nel mese di marzo 2015 è partito il primo progetto avente ad oggetto il fiume Almone; altri progetti attualmente in fase preliminare riguardano il Sacco, l’Aniene e alcuni canali di bonifica in provincia di Latina”.

“È stata anche presentata una proposta di legge (n. 254 del 30 aprile 2015)  avente ad oggetto la disciplina del Contratti.Il Contratto ha una natura diversa rispetto al classico approccio di “comando e controllo”, utilizzato generalmente dai soggetti pubblici; esso ha, viceversa, una natura volontaria e si inserisce in un processo “democratico”, attraverso il quale ogni partecipante assume un impegno condiviso, che mira ad ottenere un comportamento virtuoso di tutti coloro che vivono intorno al corpo idrico (dalle istituzioni, ai singoli cittadini). Gli obiettivi che ci si propone di raggiungere con lo strumento del Contratto di Lago coincidono con le criticità che affliggono il sistema lacustre del Lago di Paola”.

“La sua natura “integrata” richiede che le soluzioni ai suoi problemi provengano da un intervento congiunto e “concertato” tra tutti gli operatori del territorio, pubblici e privati. A tal fine, lo strumento del Contratto di Lago rappresenta, a nostro avviso, una metodologia in grado di raggiungere questo scopo. Chiediamo, dunque, al Comune di Sabaudia, all’Ente Parco Nazionale del Circeo, alla Provincia di Latina e alla Regione Lazio, di valutare la possibilità di attivare un percorso finalizzato alla predisposizione di un Contratto di Lago per il Lago di Paola. Questo è il nostro auspicio” – conclude Bazuro.

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