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Ideologia gender, anche il Pd critica l’incontro sulle “Leggi di Dio”

Il Partito: "Il convegno sui temi della cosiddetta ideologia gender ha suscitato lamentele da parte dell’opinione pubblica"

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Il Faro on line – “A chi viene concessa l’Aula Consiliare di Ladispoli, con o senza patrocinio del Comune, corre l’obbligo di rispettare ”l’art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana (principio di uguaglianza formale e sostanziale): ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”
A quanto pare questo principio di civile convivenza non è stato del tutto osservato nel corso del convegno “Le Leggi di Dio ovvero la morale e la questione-ideologia gender” svoltosi il 25 febbraio scorso” – dichiara il Pd di Ladispoli.

“Un convegno – ricordiamo – nato “chiacchierato”, blindato dalle forze dell’ordine sull’onda della contestazione on line e relative querele. Svoltosi senza incidenti, il convegno si è inoltrato, senza contraddittorio, sui temi del pensiero unico e della cosiddetta ideologia gender, suscitando però scalpore e lamentele da parte dell’opinione pubblica per alcune dichiarazioni espresse dai relatori nei confronti dell’omosessualità, trattata come “un male di cui devono essere estirpate le radici” e portando a supporto di questa tesi, priva di riscontri scientifici, alcuni passaggi biblici”.

“Ci si dimentica che dai testi biblici in poi sono passati millenni e che l’omosessualità, peraltro evidenziata da reperti archeologici, non è un fenomeno recente, è sempre esistita senza distinzione di classe sociale, culturale, etc. etc. e che i tempi dei roghi appartengono ad un passato oscurantista in guerra contro i “diversi”.
Una testata locale ha scritto in merito al Convegno: “Sarebbero forse proprio gli omosessuali a doversi sentire diffamati in un luogo, l’Aula Consiliare di Ladispoli, che dovrebbe invece garantire la laicità dello Stato nel massimo rispetto della democrazia”.
Anche il Partito Democratico di Ladispoli ha raccolto le istanze di rispetto delle diversità ripudiando nel modo più assoluto qualunque forma di omofobia e di pregiudizio che offenda i sentimenti delle persone, soprattutto oggi che finalmente lo Stato Italiano ha in iter una legge a garanzia delle unioni civili. Appunto, uno Stato laico e garantista e non una teocrazia intollerante, fondata sullo Stato etico, come purtroppo avviene in alcune latitudini” – ribadisce il Pd.

“Quanto alle contestazioni sulla concessione dell’Aula Fausto Ceraolo e del patrocinio al convegno in questione, rispondiamo che in linea di principio non si può applicare una censura preventiva o selezionare sulla base delle proprie simpatie sociali e politiche. L’Aula è di tutti, a parte i fuorilegge o chi propugna ideologie ispirate alla violenza e contrarie alla democrazia. Chiaramente, nel merito, ognuno poi è responsabile di quanto verrà relazionato dai microfoni della massima Sede cittadina.
Il patrocinio discende dalla mozione sulla cosiddetta ideologia gender approvata in Consiglio Comunale – ricordiamo – il 2 dicembre 2015 con i voti dell’opposizione e di due della maggioranza. Mozione che tra l’altro recita:”Patrocinare eventi – dibattiti – feste e/o istituzioni del territorio aventi come scopo la tutela della famiglia naturale e un convegno mirato alle tematiche “gender”. L’Istituzione ha ottemperato” – sottolinea il Pd.

“Ma tornando nel merito, proprio sulla tutela della “famiglia naturale”, non vediamo minacce o attentati alla sua incolumità, semmai, e ci dispiace, riscontriamo con frequenza fatti cruenti di cronaca nera e violenze tra le pareti domestiche perpetrate ai danni di donne e minori. A parte ciò, viviamo in un’era in cui nel mondo reale ogni individuo ha la libertà di scegliere la propria vita affettiva e di non vergognarsi del proprio orientamento sessuale. Rimanere single, sposarsi, separarsi, divorziare, convivere, risposarsi, creare famiglie allargate, questa è la società specchio di un principio: “La funzione primaria della famiglia è quella di riprodurre la società da un punto di vista socio-culturale. Per questo famiglia e società cambiano vicendevolmente, a seconda delle epoche e delle regioni del mondo” – conclude il Partito.

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