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Erosione, Chiodi: “Il lavoro della Commissione approda alla Regione”

Gonnelli: "Servono le barriere soffolte"

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Il Faro on line – “La Commissione Ambiente si è riunita più volte sul problema erosione che interessa alcuni tratti del nostro litorale e avevamo trasmesso, sia al Sindaco che agli Uffici, una richiesta urgente di intervento. Per questo giudico molto positivo il sopralluogo che abbiamo effettuato ieri mattina nel tratto di mare interessato da una fortissima erosione nella zona nord di Focene e a Fregene sud, alla presenza dell’assessore regionale Fabio Refrigeri.

Dopo tre tavoli tecnici nei quali la nostra Amministrazione si è fatta portavoce dei problemi legati a questo tema, si pongono le basi per un protocollo di intervento promosso e coordinato dalla Regione Lazio. Il mare è la nostra ricchezza, occorre arrivare a un progetto sostenibile che possa contare su un finanziamento regionale importante per un intervento rispettoso della salvaguardia dell’ecosistema e che metta definitivamente in sicurezza le spiagge interessate dall’erosione” – lo dichiara in una nota il presidente della Commissione Ambiente Massimiliano Chiodi.

Il consigliere comunale Mauro Gonnelli: “Sono tre anni che sull’erosione assistiamo ai soliti balletti. In 36 mesi di Governo Regione e Comune non sono riusciti ad andare oltre agli annunci ‘copia-incolla’ e agli interventi tampone che, come si è visto, non risolvono il problema e gettano a mare importanti risorse economiche. Io continuo a pensarla come tre anni fa. Il mio impegno in campagna elettorale era e rimane uno: le barriere soffolte.

È inutile pensare di promuovere scogliere o inutili ripascimenti quando ci sono strumenti che in nord Europa vengono realizzati con pochissimo denaro, costi di manutenzione più bassi e risultati notevolmente migliori. Credo poi che si debba iniziare a pensare a un’unione di intenti con Ostia, Ladispoli, Santa Marinella creando e istituzionalizzando un tavolo permanente, intercomunale, nel quale siano presenti tutte le categorie e tutti gli enti interessati.

A questo punto Regione Lazio e Ministero non potrebbero restare indifferenti a una spinta derivante non da un comune di 80mila abitanti, ma da un territorio che interesserebbe un milione di persone”.

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