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Movimento Nonviolento: “Non c’è incompatibilità tra Islam e Nonviolenza”

Daniele Taurino: "Un'organizzazione terroristica capillare può essere sconfitta solo se si eliminano le condizioni propizie alla sua crescita"

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Il Faro on line – Negli ultimi quindici anni l’Islam è stato più che mai associato a immagini e fatti di violenza ed estremismo. Osama Bin Laden e Saddam Hussein prima, l’Isis oggi, sono le figure cardine di questa associazione mentale. Eppure l’Islam difficilmente esalta la violenza e non c’è nessuna incompatibilità di principio tra la religione di Maometto e la nonviolenza. Di più, l’affermazione ripetuta da tanti in Occidente, dopo l’11 settembre, secondo cui “non esiste un Gandhi musulmano”, deriva piuttosto dall’ignorare, non solo i principi basilari dell’Islam, ma anche figure come quelle di Maulana Azad e di Abdul Ghaffar Khan., che fu invece proprio amico di Gandhi e uomo religiosissimo capace di reclutare un esercito nonviolento attivo di cento mila aderenti. Questo, in sintesi, il lascito dell’incontro affollato di giovani tenutosi alla Biblioteca per la Nonviolenza (via delle Meduse, 63a) il 27 febbraio e promosso dal Movimento Nonviolento in collaborazione con l’associazione Agisco. A introdurre e stimolare il dibattito è stato l’ospite d’eccezione Rocco Pompeo, figura storia del MN e responsabile del Centro Studi Nonviolenza di Livorno. L’atmosfera è stata preliminarmente resa armonica e feconda al dialogo dall’esecuzione dal vivo del primo movimento della Sonata in La minore per flauto solo di Carl Philipp Emanuel Bach da parte del Maestro Alessandro Rondinara, altra giovane eccellenza del territorio di Fiumicino che gravita intorno al nucleo culturale della Biblioteca per la Nonviolenza. 

“L’Islam, come tutte le religioni, può essere tendenzialmente violenta o nonviolenta. Dipende tutto dalle interpretazioni e dalle azioni degli esseri umani – ha affermato Pompeo -. Qui c’è tanta confusione anche sui termini tra Islam, mondo arabo, musulmano: bisogna costruire conoscenza per fare una vera pace”. Le religioni universalistiche, come il cristianesimo e l’islam, si rivolgono a tutti, quale che sia l’origine dei credenti. Sono religioni che hanno insistito tutte sull’importanza del rapporto con l’altro, attraverso il valore attribuito all’amore per il prossimo, fortissimo nel Vangelo, oppure all’idea di clemenza, fortissima nell’Islam. “Lo stesso termine jihad  – ha spiegato Rocco Pompeo – non ha nessun legame obbligatorio con l’azione militare, terroristica o la guerra santa. Significa ‘sforzo, tensione’ e nel Corano si riferisce spesso alla lotta interiore”. Più volte Rocco Pompeo ha stimolato i giovani alla lettura critica della realtà per non cadere vittime delle mistificazioni dei media e della Storia scritta dai vincitori. Come ha acutamente osservato il vescovo di Baghdad: “Noi siamo gli stessi cristiani che ci hanno messo millenni a passare dalle persecuzioni, dalle Crociate, dall’Inquisizione alla laicità e pretendiamo che l’Islam faccia lo stesso nel giro di dieci anni e con le nostre armi puntate addosso”. 

All’incontro sono stati presenti anche Maurizio Ferreri, consigliere Cal e presidente della Commissione Cultura del Comune di Fiumicino e Vincenzo Taurino, Autorità Garante per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Fiumicino. “Quando parliamo di nonviolenza – è intervenuto il Garante – parliamo di un metodo praticabile quotidianamente, dal lavoro alle relazioni interpersonali. Una delle più grandi violenze è proprio quella silenziosa dell’indifferenza che non ci rende attivi nel piccolo e ci rende ancora più impotenti su problemi di scala internazionale”. 

La Biblioteca per la Nonviolenza, con il suo patrimonio di 500 volumi specifici, è aperta a tutti  e si rende disponibile come risorsa per formare e far crescere il territorio su questi temi, con particolare attenzione ai giovani. Giovani, quelli del centro territoriale romano del Movimento Nonviolento, che dal 2015 hanno in mano il lavoro redazionale della rivista fondata da Aldo Capitini “Azione nonviolenta” (fare l’abbonamento sarebbe insieme un sostegno al loro impegno e alla nonviolenza organizzata oltre che dare la possibilità di avere un valido strumento di formazione). “Un’organizzazione terroristica capillare non può essere sconfitta con mezzi militari ma solo se si eliminano le condizioni propizie alla sua crescita, come lo stato di miseria e di oppressione di vari strati della popolazione, se si isolano gli estremisti dal resto della società civile e si favoriscono i movimenti riformisti nonviolenti – ha detto nel corso del dibattito arrivati al tema Isis, Daniele Taurino coordinatore Gruppo Giovani del Movimento Nonviolento -. Eppure è tutt’altra strada che l’Italia sta seguendo, pensando a comandare quella che sarà una costosissima operazione in Libia e che non avrà effetti duraturi”. E continua: “Dobbiamo allora agire con più impegno per la nonviolenza e il disarmo e rilanciare attivamente la Campagna Un’altra difesa è possibile che ci ha visti protagonisti dallo scorso anno”.

Del resto, come ha affermato il citato Immanuel Kant: La guerra è un male perché fa più malvagi di quanti ne toglie di mezzo.

Daniele Taurino

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