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Nonviolenza in cammino: “La forza preziosa dei piccoli gruppi”

Nuovo appuntamento alla Biblioteca per la Nonviolenza sabato 12 marzo con Milk!

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Il Faro on line – Coltiviamo l’idea di una rete di contatti sul territorio che si muova e produca azioni per la nonviolenza, l’obiezione di coscienza e il disarmo. È anche il momento critico locale, nazionale e internazionale che ce lo richiede con urgenza e la nostra consapevolezza, che cerchiamo di trasmettere a più persone possibile, è che non bisogna aspettare che tutti si convincano per agire, ma bisogna mettere da subito in campo la nostra persuasione e valorizzare quella che Aldo Capitini evocava come “la forza preziosa dei piccoli gruppi”. Questo è stato anche il tema che ho affrontato in uno dei mini-laboratori da due ore ciascuno tenuti, tra il 28 e il 28 gennaio, presso il liceo ginnasio statale Anco Marzio di Ostia, nel corso della didattica alternativa promossa dagli studenti. Senza dubbio positivo è stato il fatto che sono stati proprio gli studenti a chiamarci come Movimento Nonviolento e a richiedere una specifica informazione e formazione sul tema, che noi abbiamo subito ritenuto utile di poter allargare ad altre collaborazioni ed inserire nel progetto “Reti Urbane”.

I corsi tenuti sono stati tre e curati nei contenuti dalla Biblioteca per la Nonviolenza (via delle meduse 63a – Fiumicino) e dal gruppo redazionale della rivista nazionale Azione nonviolenta (abbonarsi può essere il primo gesto concreto di formazione e sostegno alla nonviolenza organizzata!). Se uno dei temi che ha incuriosito gli studenti è stato “Aldo Capitini e le tecniche della nonviolenza”, soprattutto perché ci si è accorti di come il paradigma nonviolento possa anche essere utile nella didattica per leggere alcuni capitoli della nostra Storia, accesi e sempre interessanti dibattiti ha provocato il laboratorio che aveva come tema “La nostra relazione con gli altri viventi” basato su una concreta ipotesi di lavoro. Che l’antispecismo senza nonviolenza non esiste perché agire con la violenza sarebbe ancora un colpevole residuo umano, troppo umano; e che, d’altro canto, la nonviolenza se non recepisce l’aggiunta antispecista rimarrà antica come le montagne senza pagare il prezzo di coerenza innovatrice che dobbiamo alla ricerca e agli esperimenti con la verità. Il terzo e ultimo corso ha avuto il tema attualissimo del rapporto fra Islam e Nonviolenza, tema che è stato anche il focus d’approfondimento dell’incontro alla Biblioteca per la Nonviolenza dello scorso 27 febbraio, in cui sono intervenuti anche i volontari e le volontarie in Servizio Civile di Agisco e Observo Onlus. Come ha ben spiegato l’ospite Rocco Pompeo, del Centro Studi Nonviolenza di Livorno, negli ultimi quindici anni l’Islam è stato più che mai associato a immagini e fatti di violenza ed estremismo. Osama Bin Laden e Saddam Hussein prima, l’Isis oggi, sono le figure cardine di questa associazione mentale. Eppure l’Islam difficilmente esalta la violenza. L’affermazione ripetuta da tanti in Occidente, dopo l’11 settembre, secondo cui “non esiste un Gandhi musulmano”, deriva piuttosto dall’ignorare figure come quelle Abdul Ghaffar Khan, che fu invece proprio amico di Gandhi e capace di reclutare un esercito nonviolento di 100.000 aderenti. Andiamo avanti quindi, persuasi che l’umico modo di fare realmente pace è attuare la nonviolenza ed educare ai valori, partendo dai territori.

Nuovo appuntamento alla Biblioteca per la Nonviolenza sabato 12 marzo con la proiezione del film Milk!

Per info: saperepertutti@gmail.comnonviolenzaroma@gmail.com

Daniele Taurino

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