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Le primarie e lo choc anafilattico nel Pd

Chiunque sarà il candidato sindaco per il centroinistra, non è da Ostia che otterrà la spinta maggiore verso il Campidoglio

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Il Faro on line (Pensieri e parole) – Meno di 2mila persone. Secondo le prime indiscrezioni emerse domenica sera sarebbe questo il numero degli elettori del Partito Democratico del X Municipio che avrebbero partecipato alle primarie per il candidato sindaco. Nel pomeriggio il dato non era ancora ufficiale ma già si capiva che sarebbe stata importante la sua lettura.

Fra i risultati romani per la corsa al candidato sindaco del partito di centro sinistra (Chiara Ferraro, Stefano Pedica, Domenico Rossi, Gianfranco Mascia, Roberto Morassut e Roberto Giachetti) sicuramente quello del Municipio di Ostia era quello più atteso e significativo.

Il Municipio X è quello che ha subito lo schiaffo del commissariamento, lo stesso in cui è stato arrestato un presidente del Pd Andrea Tassone e quello in cui proprio per queste vicende i cittadini non potranno scegliere i propri amministratori municipali alle prossime amministrative. Il sindaco si, ma in Municipio niente non si vota. Sul litorale rimangono i Prefetti. Questo il motivo per cui era interessante capire quanti degli elettori del Pd domenica sarebbero corsi a votare per scegliere il loro candidato sindaco nella Capitale. Come era prevedibile gli iscritti hanno “punito” il partito. Molti, moltissimi non sono andati ad esprimere il loro parere.

Anche se le letture dei militanti, almeno quelle che vengono esternate, sono ottimistiche non si può ignorare la differenza con le primarie per il sindaco Ignazio Marino. Lì i votanti furono 98mila in tutta Roma. Circa 6500 per Municipio. Qualsiasi riflessione futura sul X non potrà prescindere da queste comparazioni numeriche.

Al di là dei calcoli esatti che nella serata di domenica non erano ancora ufficiali Ostia sembra non aver dimenticato l’ultima esperienza amministrativa di centro sinistra o, meglio, la sua uscita di scena ancora poco chiara per molti. I militanti si guardano bene dal rilasciare dichiarazioni critiche. La tensione però, a Ostia, nei circoli si avverte.

Secondo i bene informati ci sarebbero molte ruggini fra chi avrebbe ancora qualche mal di pancia provocato dall’intervento del partito dopo le dimissioni di Tassone e quelli che da quel momento hanno invece intravisto una nuova opportunità. Chiunque sarà il candidato sindaco per il centrosinistra una cosa pare dunque certa: non è da Ostia che otterrà la spinta maggiore verso il Campidoglio.  

In calo anche l’affluenza romana. Alle 18 domenica avevano votato 40mila persone. Anche nel caso di Roma a quanto pare lo strascico del sindaco Ignazio Marino, dimissioni e scontrini inclusi, è tutto tranne che metabolizzata.
Violante Scala

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