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Il Comune non ha un Piano di Emergenza di Protezione Civile

Pastore: "Il Sindaco non ha valutato doveroso e necessario dotarsi di quello che è uno strumento fondamentale per la prevenzione dei rischi"

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Il Faro on line – “Questa è la realtà che rende nota una colpevole sconsideratezza di fronte ad emergenze di questo tipo, la leggerezza di affidarsi alla sola impagabile spinta del Gruppo Volontari Protezione Civile e dell’Associazione Carabinieri in Congedo e, ancora una volta, una inaccettabile negligenza di fronte alle norme.
Dopo l’ultima ondata di maltempo, il 29 febbraio 2016, avevo rivolto alcune domande al Sindaco attraverso una specifica interrogazione e, proprio su quelle basi, ho cercato ulteriori elementi di informazione sull’adempimento della specifica legge – n. 100 del 12 luglio 2012 – che stabiliva, che entro 90 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, i Comuni approvassero il Piano di Emergenza Comunale.
Il documento, da redigere secondo i criteri e le modalità riportate nelle indicazioni operative del Dipartimento della Protezione Civile e delle Giunte regionali,  avrebbe dovuto peraltro essere trasmesso anche alla Regione, alla Prefettura – Ufficio territoriale del Governo ed alla Provincia di Latina” lo dichiara in una nota Marcello Pastore.

“Per la cronaca – prosegue la nota – Priverno, Pontinia, Campodimele, Maenza, Ventotene, Sperlonga, Sonnino, Sermoneta, Sonnino, Fondi, Cisterna ed alter cittadine della provincia sono da tempo in piena regola. Ebbene, pochi giorni fa, con una visita presso la sede di via Torino del Gruppo Volontari Protezione Civile, ho potuto accertare che il Sindaco, identificato come Autorità di protezione civile in modo preciso e definitivo dalla legge, a distanza di più di tre anni, non ha verosimilmente valutato doveroso e necessario dotarsi di quello che è uno strumento fondamentale per la prevenzione dei rischi e per l’organizzazione delle forze del volontariato in emergenze derivanti da calamità naturali”.

“Né tantomeno mi risulta, che si sia sentito in dovere di informare i cittadini, le numerose aziende agricole e le attività balneari su situazioni di pericolo (vedasi art. 12 della Legge 3 agosto 1999 n. 265.) così come ad esempio vengono puntualmente diffusi i dati per la raccolta differenziata”.

“Di fronte a questa nuova mancanza, non mi aspetterò  comunque precise motivazioni  ma come al solito una valanga di frasi vuote che, per quanto mi riguarda, delineeranno ancora una volta una imbarazzante inadempienza verso le norme ed i propri doveri d’ufficio,  dimenticando quanto ebbe a ratificare davanti a tutti il 28 giugno 2013 con l’Atto n. 2 del Consiglio Comunale” – conclude la nota.

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