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La città e il sito Unesco di Noto per un gemellaggio tra Musei del Mare

L’antica Pyrgi etrusca e la greca Eloro si incontrano dopo secoli

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Il Faro on line – Domenica 13 marzo, alle ore 10.30, avrà luogo nel sito Unesco di Noto, Contrada Calabernardo, l’inaugurazione del nuovo Museo del Mare che la città capitale del barocco siciliano per ampliare la sua proposta turistica ha dedicato alla storia, all’archeologia e alla vita sul mare attraverso i secoli. La struttura museale nasce anche grazie all’apporto tecnico-scientifico del Museo del Mare e della Navigazione Antica di Santa Marinella che ha fatto da guida e polo di riferimento per la scelta delle tematiche e per i nuovi allestimenti. Grazie agli intensi rapporti intercorsi sul piano scientifico e culturale tra i direttori dei musei, il Dott. Flavio Enei per Santa Marinella e il Dott. Edoardo Bruni per Noto, le due amministrazioni comunali sono state coinvolte in un vero e proprio gemellaggio in nome del mare e della sua storia millenaria di rapporto con le comunità umane.

L’antica Pyrgi etrusca e la greca Eloro si incontrano dopo secoli nella giornata che vedrà l’apertura del nuovo museo fortemente voluto dal sindaco netino Corrado Bonfanti che con l’occasione incontrerà il suo collega santamarinellese Roberto Bacheca. Oltre all’archeologia i due musei hanno in comune anche la vicinanza con due siti di grande importanza naturalistica come Macchia Tonda per Pyrgi e Vendicari per Calabernardo, località che hanno conservato meravigliosi tratti di paesaggi incontaminati. Come nel caso dei fondali etruschi pyrgensi anche il mare del golfo di Noto custodisce in uno scrigno ancora inesplorato gran parte del patrimonio storico archeologico e naturalistico della Sicilia Sud Orientale.

Negli ultimi anni grazie all’operato della Soprintendenza e della Regione Sicilia, sono stati scoperti materiali archeologici di notevole importanza che hanno restituito alla luce reperti fondamentali per gli studi. Inoltre, siti terrestri, che si affacciano sulla costa, testimoniano l’occupazione continua del territorio fin dai tempi più antichi che precedono la grande colonizzazione da parte dei greci, fino ai tempi moderni. La città dorica di Eloro, fondata nel VII secolo a.C.,  è la testimonianza concreta di questa importante attività coloniale. Una storia che affonda le radici nel mito e che attraverso i millenniarriva fino agli scenari di guerra della nostra epoca con lo sbarco degli alleati del 1943. Il nuovo Museo è ospitato nella vecchia struttura novecentesca della caserma della Guardia di Finanza, completamente ristrutturata con i fondi europei del Gac dei Due Mari, ubicata in un punto strategico sul mare per controllare la costa e per la repressione del contrabbando.

Il percorso espositivo di distribuisce su tre piani con grandi schermi, vetrine, pannelli didattici. Per l’occasione il Museo del Mare di Santa Marinella ha inviato al Museo di Noto due grandi modelli ricostruttivi di navi antiche, pannelli esplicativi e un’ancora con ceppo in pietra. In particolare arricchiscono l’apertura dell’esposizione il modellouna nave da battaglia punica del III secolo a.C. e di una nave da trasporto fenicia dell’VIII-VII secolo a.C. Alla cerimonia di domenica, oltre ai due sindaci e ai direttori dei musei gemellati, saranno presenti le autorità istituzionali e scientifiche siciliane tra le quali si annoverano il Prof. Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare della Regione, La Soprintendente Dott.ssa Rosalba Panvini e il Dott. Nicolò Bruno ispettore archeologo del territorio.

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