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Le mille particelle del centrodestra

A Roma e nel resto d'Italia la spaccatura è consumata. E tra diatribe e vendette sono in pochi a guardare al X Municipio

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Il Faro on line (Pensieri e parole) – In effetti si diceva da anni che con il declino di Berlusconi il centro destra si sarebbe sgretolato in una miriade di particelle. Di sicuro però nessuno poteva aspettarsi che quelle particelle si palesassero tutte insieme in occasione delle amministrative romane per il sindaco di Roma. Ma è quello che sta succedendo. Il centro destra, in questi giorni, è a dir poco smembrato. Mentre sui Sette Colli della Città Eterna si corre  per la campagna elettorale cittadina più importante  loro litigano.

L’ala degli ex alemanniani, i “fratelli” della Meloni, quel che rimane dei berlusconiani prestati a Bertolaso, i leghisti di Salvini e chi più ne ha più ne metta si azzuffano senza che gli elettori abbiano fra l’altro capito esattamente perchè. Piccoli rappresentanti di un elettorato stanco (da diatribe, litigi e frammentazioni) che cercano di imporsi gli uni sugli altri. Al centro il grande torto subito dalla Capitale: quello di Bertolaso calato dall’alto dal partito senza confronto e senza contradditorio.

Loro, quelli del centro destra sgretolato e pubblicamente umiliano, nemmeno per la prima volta ad onor del vero, non ci stanno. Non va giù nemmeno quella mancata coesione intorno alla figura di Marchini. Ironia? La parte del leone sul fronte del “no” a Bertolaso nella Capitale la sta facendo Salvini, si quello di “Roma ladrona” per intendersi. Se non fosse realtà sembrerebbe la trama di una commedia degli equivoci. Alla luce di tutto questo, dal punto di vista di una valutazione meramente politica, sembra un eufemismo parlare semplicemente di confusione. Piuttosto quella che si sta consumando sotto gli occhi di tutti nella Capitale sembrerebbe una Caporetto del centro destra.

Quanto durerà? Le varie rappresentanze di questo frammentato agglomerato politico riusciranno e ritrovarsi in un progetto valido? L’aria che tira non è delle migliori. Se succederà non sarà a breve. Di certo non si arriverà al trattato di pace prima delle elezioni. Non rimane dunque che stare a guardare e aspettare che il centro destra, come un immaturo qualunque, vada incontro alla sua sconfitta elettorale per poi avere una valida scusa per ricominciare. Nel frattempo i romani stanno a guardare questo spettacolo penoso. Guardano e giudicano. In uno dei periodi più difficili per la Capitale d’Italia. Periodo in cui sarebbero serviti coraggio, idee, capacità, unione d’intenti. Insomma individui prestati alla politica per passione e quindi capaci di occuparsi di Roma e dei romani.

In tutto questo c’è sempre quel municipio più vicino al mare, il X, che commissariato per mafia dopo l’arresto del presidente Andrea Tassone (Pd) il più silente di tutti. Qui alle urne si andrà per votare il sindaco ma non per votare l’amministrazione municipale. I cittadini la vivono malissimo. Ma il centro destra è troppo impegnato con le diatribe interne. Fatta eccezione del berlusconiano Davide Bordoni, politicamente nato a Ostia, della questione X Municipio nessuno se ne occupa.
Violante Scala

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