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Arresto Moscherini, una storia che brilla di una luce sinistra

L'Associazione per la lotta all'illegalità: "Ci costituiremo parte civile nel procedimento in corso"

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Il Faro on line – “Sono anni che denunciamo l’inquietante ruolo svolto dall’ex sindaco Moscherini e dai suoi alcoliti, quale l’ex assessore De Francesco. Sia chiaro, ognuno è innocente fino a prova contraria; ma certo è che i personaggi in questione brillano di una luce sinistra, che ha creato coni d’ombra sull’intera economia del comprensorio” – dichiara l’Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”.

“La ricorrente vicinanza con boiardi di stato successivamente condannati per reati contro la cosapubblica – prosegue il comunicato – le vecchie indagini della Dia, dalla quale l’ex sindaco fu successivamente prosciolto, il rinvio a giudizio per corruzione, i soldi passati a propria insaputa su conti correnti fantasma del De Francesco, le odierne richieste di custodia cautelare, per giungere ai provvedimenti della Corte dei Conti sulle presunte illegittimità nella conduzione della vicenda mercato e nella gestione dellepartecipate cittadine non sono certo esempi di trasparenza e buon governo e tantomeno di quellaspecchiata onesta che si richiederebbe non solo nella gestione della cosa pubblica, ma anche nelrivestire ruoli che per peculiarità sono pubblici”.

“Sempre più ci convinciamo che, purtroppo, avevamo ragione, e sempre più comprendiamo perchénegli anni scorsi l’allora Sindaco inveisse contro la nostra Associazione, tanto da creare ipresupposti per un contenzioso giudiziario, peraltro ancora in corso.
Non sappiamo quali siano i fatti addebitatigli, ma auspichiamo che questa inchiesta, dopo quellesuccedutesi nello scorso anno (Darsena Grandi Masse; Vicenda Ceramiche nel mondo; vicendaFrasca, etc) e alle preoccupanti vicende legate a soggetti bancari fortemente correlati al tessutoeconomico del territorio (Banca Etruria, Cariciv e, solo ieri, la dichiarazione di insolvenza dellaBanca delle Marche), riescano a sollevare definitivamente quella pesante cappa di sospetto cheavvolge e paralizza l’economia comprensoriale.
Nel complimentarci con la Guardia Forestale e il Nucleo Ecologico dei Carabinieri per la continua vigilanza sul territorio, rimaniamo allibiti per ilsilenzio, quando non le vere e proprie difese d’ufficio da parte di quella politica che silente enegazionista nel passato, oggi non sente il dovere di indignarsi davanti a tali ipotesi di reato” – sottolinea l’Associazione.

“Riteniamo inoltre che i soggetti pubblici o partecipati parzialmente dal pubblico, quali Enel, Autorità Portuale, ma anche la Fondazione Vulci, in ossequio alla cultura della legalità ed alprincipio di prevenzione e nel rispetto della normativa vigente e/o dei specifici protocolli a tuteladella legalità sottoscritti con il Ministero dell’Interno, quale ad esempio il ‘Protocollo Quadro Nazionale tra Ministero dell’Interno ed Enel contro le infiltrazioni della criminalità organizzata e perla tutela della legalità’, debbano riflettere attentamente sull’opportunità di mantenere lecollaborazioni dirette in essere e/o a venire con tale soggetto e/o con società da esso controllatee/o partecipate.
Chiaramente, come consuetudine, se ne sussisteranno le condizioni, l’Associazione Caponnetto si costituirà parte civile nel procedimento in corso” – conclude la nota.

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