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Progetto Clean: scontro sui rifiuti

L’assessore Placidi: “Serve un piano strategico che affronti la problematica"

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Il Faro on line – Doveva essere una calma e produttiva riunione di coordinamento fra l’Assessore Placidi e un folto gruppo di cittadini che collaborano al progetto Clean, un progetto che origina da un documento condiviso siglato il 23 settembre 2015 e che intende sollecitare l’Amministrazione Comunale a una gestione efficiente del problema della raccolta dei rifiuti attraverso un’attiva collaborazione. Il progetto ha subito nei mesi passati attacchi e critiche da parte di alcune persone fino a essere definito come “la stampella dell’Assessore Placidi”.

Un autogol evidente perché per essere una stampella il progetto deve portare risultati e, se porta risultati per il territorio, ai i suoi promotori certamente non interessa se l’Assessore ne possa ricevere un vantaggio politico e ciò per la semplice ragione che gli stessi si sono da sempre chiamati fuori dalle piccole diatribe della politica da cortile ma puntano esclusivamente a migliorare la vita della gente. La riunione si è tenuta il 18 marzo e per la stessa era stato preparato un ordine del giorno per discutere argomenti concreti come la raccolta porta a porta del verde, la realizzazione di due isole ecologiche e la distribuzione delle compostiere.

Sin dall’inizio, però, le argomentazioni hanno preso una piega polemica e l’attacco verbale portato all’Assessore, tacciato di aver sottovalutato il progetto Clean, ha ricevuta una replica altrettanto accalorata dello stesso, che ha inveito contro la legge Bassanini, che limita la capacità operativa degli amministratori politici e contro le mille carenze del Comune di Anzio prima fra tutte quella del numero del tutto inadeguato dei componenti della Polizia Locale e naturalmente un’utenza del tutto fuori controllo. La situazione dialettica era giunta a un punto di rottura e il gruppo dei cittadini cominciava a scambiarsi occhiate di rinuncia per quella che appariva come una conclamata incapacità da parte della componente Comunale di far fronte a quegli impegni che aveva liberamente concordato e sottoscritto.

Già in passato e in più di un’occasione si era dibattuto della indispensabilità di coinvolgere nel lavoro di coordinamento di Clean la componente operativa e cioè la dirigenza dell’Ufficio Ambiente che è la responsabile diretta della gestione del Contratto di raccolta dei rifiuti, quello che solo alcuni giorni orsono è stato definitivamente assegnato alla Ditta Camassa, dopo un lunga diatriba legale. Ciò proprio per quella normativa, che tutti conoscono come legge Bassanini, che ridisegna ruoli e responsabilità nell’ambito della struttura statale. Il sopraggiunto intervento dell’Ing. Dell’Accio, Dirigente dell’Ufficio Ambiente, ha contribuito a dare all’acceso scambio di opinioni un indirizzo diverso da quello di un’ inevitabile rottura.

Si è discusso di fatti concreti, di quella raccolta del verde oggetto di molteplici confronti in passato; si è parlato di necessità di colpire il fenomeno a monte e dell’indispensabilità di una forte opera di coinvolgimento della gente e dell’assenza di supporto per i cittadini che trascorrono ad Anzio brevi periodi. Insomma da uno scontro fra opinioni sul sesso degli Angeli si è passati ad accennare alle cose concrete ed a quei problemi di dettaglio la cui soluzione può concorrere a risolvere una disfunzione che sopravvive ad Anzio e non perché Anzio sia popolata da extra terrestri sporcaccioni, ma solo perché si è perso il controllo del territorio.

E’ stato ribadito che l’intento dei cittadini che aderiscono a Clean è solo quello di concorrere in modo attivo a risolvere il problema dei rifiuti ad Anzio e ciò è provato anche dal documento operativo presentato dopo la firma del Protocollo di intesa che istituisce Clean. L’ordine del giorno della riunione del tutto abbandonato e la riunione ha assunto la veste di un chiarimento sulla volontà di lavorare e di farlo con l’intento di ottenere risultati. Risultati, è stato ribadito, che si possono ottenere sul terreno solo a livello tattico mentre la risoluzione definitiva  non può che passare per l’azione strategica di stanare coloro che vivono il nostro territorio senza norme e senza contribuire al finanziamento del servizio.

L’assessore Placidi ha proposto, a conclusione dell’incontro, di mettere in atto un gruppo di lavoro ristretto composto da se stesso, il Dirigente Dell’Accio ed un paio di componenti dei cittadini per preparare quello che ha chiamato “un piano strategico”, che affronti la problematica e ne preveda le possibili soluzioni. Il gruppo si riunirà all’inizio di aprile, anche per dare tempo di concludere la pratica contrattuale con la Ditta Camassa. Per il giorno successivo all’incontro è stata decisa una completa azione di bonifica nella zona di Lavinio.

Sergio Franchi

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