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Pisana, parere favorevole a nuove norme sulla tutela dei consumatori

La normativa innova una materia che in ambito regionale era stata disciplinata nel 1992

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Il Faro on line – Hanno ottenuto il via libera all’unanimità, dalla seconda commissione del Consiglio regionale del Lazio, le nuove norme in materia di tutela dei consumatori e degli utenti. Si tratta del testo unificato di tre diverse proposte di legge provenienti da maggioranza e opposizione (la 100/2013, la 154/2014 e la 201/2014) attraverso il quale, se approvato dall’Aula della Pisana, la Regione vuol promuovere e riconoscere la più ampia tutela di diritti ed interessi dei cittadini come consumatori e utenti di servizi.

Finalità che saranno perseguite svolgendo attività di informazione, formazione, educazione e assistenza in materia di tutela dei diritti e degli interessi economici e giuridici di consumatori e utenti. La normativa innova una materia che in ambito regionale era stata disciplinata nel 1992.Insieme al testo ha ottenuto parere favorevole la proposta di stanziare, per l’attuazione di questa normativa, 250 mila euro per il triennio 2016-2018. Una somma che aveva avuto il 22 marzo scorso il via libera della commissione Bilancio del Consiglio regionale. Essa prevede un fondo per la tutela dei consumatori e degli utenti di beni e servizi con 50 mila euro per il 2016 e 100 mila per ciascuna delle annualità successive.

La proposta di legge è costituita da 16 articoli e, oltre agli interventi, disciplina le attività di rilievo europeo e internazionale, istituisce il registro regionale delle associazioni di consumatori e utenti e il Consiglio regionale dei consumatori e degli utenti. Previsto anche un Osservatorio dei prezzi e dei consumi.

Le tre proposte originarie – provenienti da maggioranza e opposizioni – sono state unificate a seguito di un voto unanime della commissione. A gennaio dello scorso anno è iniziato un ciclo di audizioni con le associazioni che si occupano di tutela dei consumatori, alcuni docenti universitari e i direttori generali dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e del Ministero dello sviluppo economico.

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