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Porto, Sinistra Italiana: “Ora basta, intervenga la Regione”

Si: "Oggi più che mai è evidente che la Capo d'Anzio finirà completamente in mano a Marconi"

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Il Faro on line – “Il mondo politico anziate è stato ‘sconvolto’ nella scorsa settimana dal passaggio in maggioranza dell’ex Sindaco. Noi invece non siamo affatto sorpresi del ritorno di ‘bruscanglis’ e non vogliamo dedicare all’argomento troppo spazio: sinceramente, fin dalle elezioni del 2013 sapevamo che sarebbe stata un’opposizione molto di comodo, motivo per cui non sentiremo troppo la differenza dopo l’ennesima giravolta.

Ci preoccupa molto di più il degrado in cui riversa la città e in particolare quello che è successo sulla questione Porto. Nelle scorse settimane si è assistito, nell’ordine: alla richiesta di fallimento della Capo d’Anzio da parte dei professionisti mai pagati che hanno lavorato al progetto Life, finanziato con soldi dell’Unione Europea che invece sono finiti in altre tasche; all’intervento “a gamba tesa” dell’ing. Marconi, socio privato della Capo d’Anzio, che ha finalmente scoperto molti altarini, facendo capire come il Porto sia ormai quasi del tutto nelle sue mani, e sottolineando come l’ipotesi “intanto facciamo il primo pezzo, poi si vedrà” ventilata da molti “progettisti all’amatriciana” da più parti politiche, non esiste” – lo dichiara in un comunicato Gabriele Palomba, della Sinistra Italiana Anzio.

“Nella concessione – prosegue il comunicato – è scritto nero su bianco che o il ‘megaporto’ si fa per intero, oppure si cade nell’inadempienza, con conseguente ritiro della concessione stessa. Se così non fosse d’altronde i sostenitori della sola fase 1 dovrebbero spiegare ai cittadini che stanno andando a realizzare una marina (parcheggio di barche private come a Nettuno!) e il porto di cesserebbe di esistere; infine, alla cacciata degli ormeggiatori, che non solo hanno perso il luogo dove lavoravano, ma sono anche costretti a sentire le dichiarazioni fuori dal mondo del sindaco Bruschini, che ha sostanzialmente detto che chiederà loro i danni per risanare un bilancio societario altrimenti di nuovo in perdita”.

“Oggi più che mai è evidente che è solo questione di tempo perché la Capo d’Anzio finisca completamente in mano a Marconi, in forza alla legge Madia che vuole privatizzate le partecipate “in rosso”, e che comunque sia questa Amministrazione non è in grado di gestire la società facendo valere il 61% in mano alla Città di Anzio. Noi di Sinistra Italiana Anzio sosteniamo, però, che il problema vero è nel progetto, faraonico, irrealizzabile e inadatto alla città. La battaglia pubblico/privato è perciò priva di senso, perché quel porto è sempre stato di fatto “privato”, nonostante la partecipazione del Comune alla Capo d’Anzio. Siamo quindi convinti che esista solo una via di uscita: allo stato attuale l’unica in grado di evitare il disastro è la Regione Lazio”.

“Le chiediamo pertanto di intervenire, date le palesi inadempienze, certificate ormai anche dalla corte dei conti, dell’Amministrazione Bruschini e della Capo d’Anzio, e di prendersi la responsabilità di cercare la strada per sottrarre il bene più prezioso della Città dalle mani di Bruschini e Marconi, e per rivedere il progetto, facendo in modo di dare ad Anzio un Porto più sostenibile e degno della Città” – conclude la nota. 

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