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Focene avvia il progetto “Scuole Sicure” della Polizia Di Stato

Uno studente: "Dopo l’incontro, abbiamo continuato a trattare gli argomenti con la professoressa, che ci ha spiegato il vero senso di questa lezione"

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Il Faro on line – A Focene il giorno 1 marzo 2016 per gli studenti delle classi della scuola media inferiore dell’I.C. “C. Colombo” si è svolto l‘incontro con i rappresentanti del progetto “Scuole Sicure”, gestito dalla Polizia Di Stato e autorizzato dal Miur.
Ecco l’esperienza raccontata da uno studente: “Noi alunni della Scuola media abbiamo incontrato alcuni agenti della Polizia di Stato che ci hanno parlato del cyber- bullismo , di internet e dei reati che vengono effettuati tramite esso, ad esempio lo scambio di immagini di bambini non autorizzato dai genitori o le offese rivolte in rete a qualcuno a sua insaputa.
Abbiamo scoperto che, in quest’ultimo caso, la persona che subisce queste offese può fare una denuncia alla Polizia, mentre quella che commette questi reati potrebbe avere una fedina penale “sporca” ed essere esclusa dalle votazioni pubbliche e dai concorsi per le assunzioni al lavoro”.

“All’inizio – prosegue il racconto – noi ragazzi eravamo perplessi, ma poi abbiamo capito il vero senso di questa lezione e abbiamo iniziato a partecipare più attivamente, facendo domande varie sui reati e soffermandoci in particolare sulle schede telefoniche non intestate. A questo proposito, abbiamo saputo che le schede non intestate non esistono, perché in verità tutte sono intestate a qualcuno, per esempio a qualcuno che è morto.
Gli agenti ci hanno fatto anche vedere un video, girato da ragazzi di 12 anni con l’aiuto della Polizia, che aveva per protagonista una ragazza vittima di bullismo, oggetto di scherzi pesanti e prese in giro. Si trattava della ricostruzione di una tipica situazione di bullismo, realizzata per far vedere quali sono gli effetti che esso provoca”.

“Gli agenti, inoltre, ci hanno parlato di un video realizzato da una coppia di genitori americani che hanno chattato con i propri figli tramite un numero a loro sconosciuto, facendosi passare per ragazze e invitandoli a cena. I ragazzi hanno accettato e, quando sono arrivati, il padre li ha rimproverati dicendo: ”Avrei potuto essere chiunque e uccidervi!”.
La lezione che questo episodio ci ha insegnato è di non fidarsi degli sconosciuti solo perché ci hanno inviato una loro foto (che può essere falsa) e stare attenti a non lasciarsi ingannare. Dopo l’incontro con gli agenti, abbiamo continuato a trattare questi argomenti in classe, con la professoressa, che ci ha spiegato bene il vero senso di questa lezione e la sua importanza” – ha concluso lo studente. 

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