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Sinistra Italiana: “Stop al cemento”

Si: "No assoluto al Centro Commerciale Esselunga in zona Infernetto"

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Il Faro on line – Un autentico ecomostro. Circa centomila metri cubi, incastonato tra tre canali d’acqua, con una superficie coperta di quasi 30 mila metri quadrati. E’questa la carta di identità del megastore della catena esselunga che dovrà essere costruito in una delle zone a più alto rischio idrogeologico del Municipio X. Sinistra Italiana X Municipio, dopo essere stati ricevuti dal Prefetto Vulpiani e aver sottoposto a quest’ultimo la necessità di fermare l’ennesima colata di cemento, chiede con forza al Commissario Tronca e al Presidente Zingaretti, di intervenire rapidamente per impedire che venga realizzato questo centro commerciale.

Un’ennesima colata di cemento sul territorio, l’ennesima cicatrice sul volto di Roma che dobbiamo assolutamente fermare.Il rischio idrogeologico è la conseguenza diretta della mancanza di opere relative alla messa in sicurezza idraulica del territorio. I canali di drenaggio delle acque piovane sono insufficienti ed è per questo che chiediamo con forza, prima di versare un solo metro cubo di cemento, di mettere in campo risorse per realizzare la vera grande opera di cui abbiamo realmente bisogno: la messa in sicurezza idraulica del territorio. Inoltre la zona in cui dovrebbe sorgere lo shopping center si trova ad un metro sopra il livello del mare quindi, con la falda acquifera pressoché affiorante, l’escavazione delle fondamenta sarebbe possibile solamente pompando via l’acqua in eccesso con il conseguente abbassamento della falda procurando un danno irreparabile ad una parte della Pineta di Castel Fusano e della Tenuta Presidenziale di Castelporziano.

Un altro tema delicato è quello relativo alla viabilità in quanto via Cristoforo Colombo, già in crisi per il traffico privato e per il mancato completamento delle complanari, non riuscirebbe a smaltire con efficacia l’abnorme aumento di traffico che la nascita del centro commerciale comporterebbe, paralizzando di fatto la viabilità interna nel quartiere infernetto. Vi saranno poi effetti negativi diretti e indiretti sulle attività commerciali, oggi operative sul territorio, con la conseguente perdita di molti posti di lavoro. Vogliamo valorizzare, promuovere, curare il nostro territorio e non certo svenderlo ad una multinazionale del commercio con le conseguenze devastanti e irreversibili che si determinerebbero permettendo scempi come quello già inflitto alla pineta su Via di Castel Fusano.

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