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SS 675, Diritto alla Mobilità: “Tra isolato e indipendente c’è una grande differenza”

Il Comitato: "Rispetto alle criticità della Tirrenica eravamo soli a dire la verita'"

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Il Faro on line – “Mazzola dichiara che il Comitato per il diritto alla Mobilità di Tarquinia è isolato, ma non spiega da chi. Tra isolato e indipendente c’è una grande differenza, sostanziale, ma il Sindaco non la conosce o forse si ma gli piace usare il termine che a lui fa più comodo. Anche rispetto alle criticità della Tirrenica eravamo soli a dire la verità e oggi, che l’autostrada è in esercizio senza il ponte sul fiume Mignone e con una viabilità alternativa a dir poco penosa, è ovvio che, contrariamente a quanto Mauro Mazzola ha sostenuto per anni, il ponte non c’era nel progetto definitivo né in quello esecutivo. Per la prima volta da che esistono le autostrade, per compensare alle passate ‘sviste’ del Sindaco, si è dovuto ricorrere al mantenimento di accessi provvisori, necessari per evitare ai residenti un disagio inaccettabile” – lo dichiara in una nota il Comitato per il Diritto alla Mobilità di Tarquinia.

“Non ci spaventa essere soli – prosegue la nota – se non esserlo significa entrare a far parte della sua “corte dei miracoli”, dove si reciterà il gioco delle parti tra re e cortigiani fino a quando solo un miracolo potrà salvare Tarquinia dal tracciato verde che devasterà la Valle del Mignone, perché è bene ricordare ancora una volta che questo è l’unico sottoposto all’iter di approvazione attualmente in fieri.
Anziché attaccare noi bisognerebbe che l’Amministrazione entrasse nel merito della vera questione, che comunicasse alla cittadinanza e ai comitati il contenuto degli incontri avvenuti in Regione Lazio e se questa ha espresso o meno un parere e quale, altrimenti è lecito pensare che si stia solo perdendo tempo in attesa che non ce ne sia più”.

“Noi non abbiamo bisogno di gettare la maschera e Il Sindaco Mauro Mazzola dovrebbe saperlo visto che proponiamo la messa in sicurezza dell’Aurelia Bis dal novembre 2015, in un documento protocollato al Comune di Tarquinia e che la sua Amministrazione ha riportato nelle premesse della delibera nella quale ha chiesto al punto 2) che “le amministrazioni procedenti tengano nella debita considerazione le valutazioni e le istanze a loro trasmesse dalle associazioni e dai comitati di cittadini”.
Se la SS1bis messa in sicurezza, lui la definisce “carrareccia”, oggi i cittadini stanno percorrendo una carrareccia non sicura? Bella responsabilità da parte di un Sindaco, nonché Presidente della Provincia, soprassedere a questa mancata sicurezza senza muovere un dito, aspettando come una manna dal cielo l’ennesima lingua d’asfalto. Se Tarquinia accetta anche quest’opera dopo potremo dire solo, come il politico creato da Carlo Verdone che voleva asfaltare il Tevere, finalmente “se scorre”.

“Noi caro Sindaco non vogliamo questa opera come non volevamo l’autostrada come non volevamo la centrale a carbone. Noi non abbiamo padrone e possiamo anche dire no. No al continuo massacro di Tarquinia nel nome di uno sviluppo ormai perso grazie anche a 10 anni dei suoi SI a tutto.
La messa in Sicurezza della SS1Bis è e rimane l’opera più strategica e veloce per garantire la sicurezza dei cittadini e per evitare un’altro grave scempio al territorio di Tarquinia” – conclude il comunicato.

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