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La Guardia di Finanza sequestra immobili per mezzo milione di euro

Il sequestro trae origine da un'articolata attività investigativa svolta dalla Brigata di Ponza

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Il Faro on line – Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Latina, hanno dato esecuzione ad un sequestro “per equivalente” ex art. 321, c.p.p. emesso dal Tribunale di Cassino per un ammontare di circa 500.000 euro nei confronti di 5 soggetti residenti a Fondi e Ponza. Il sequestro ha riguardato un appartamento sito in Formia; 4 terreni e due immobili, ubicati a Ponza, nonchè 30 mila euro rinvenuti su diversi conti correnti intestati ai soggetti citati. Il sequestro trae origine da un’articolata attività investigativa svolta dalla Brigata di Ponza che ha fatto emergere un’illecita condotta tenuta da due dipendenti comunali ora in pensione, che nel corso del 2013 avevano rilasciato un permesso nei confronti di S.S. e P.G. per costruire in sanatoria, in totale assenza dei requisiti necessari, ricevendo in cambio denaro e utilità’ consistiti in appezzamenti di terreno ubicati sull’isola di Ponza.

Lo sviluppo delle informazioni acquisite trovava altresì corrispondenza dalle attività di Polizia Tributaria ed Economico Finanziaria sviluppate parallelamente, in quanto a seguito di verifica fiscale svolta nei confronti di uno degli indagati S.S., dagli accertamenti bancari emergevano elementi che consentivano di appurare una fittizia compravendita dei 4 terreni con annesso immobile che rappresentava l’utilità ricevuta per le ipotesi corruttive. Al termine dell’attività di P.G. veniva redatta apposita informativa di reato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino segnalando a carico dei soggetti coinvolti le ipotesi di reato di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e di falsità ideologica in atti pubblici commessa nella qualità di incaricato di pubblico servizio.

Il Gip del Tribunale di Cassino accogliendo la richiesta della locale Procura emetteva il provvedimento finalizzato alla confisca per equivalente dei beni sequestrati per un importo pari al profitto del reato di cui all’art. 319 del c.p. (corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio) derivante dal compenso percepito per il rilascio, ai sensi dell’art. 39 della legge 724/1994 del permesso di costruire in sanatoria.

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