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Menghini: “Basta violenza al Borgo, serve un Patto per la Sicurezza”

Il candidato sindaco del Pd propone un modello di sicurezza Partecipata coinvolgendo anche i comuni di Anzio e Ardea

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Il Faro on line – “La stagione estiva è alle porte ed il prossimo Sindaco si troverà all’inizio dell’estate a dover affrontare immediatamente la situazione della sicurezza al Borgo che, dopo il grave episodio avvenuto venerdì scorso con un ragazzo ferito gravemente a coltellate, non appare per niente tranquilla. Chiediamo perciò alla Commissaria Straordinaria di intervenire in merito, con i poteri che le sono attribuiti e nei limiti delle proprie possibilità. Problemi come quelli del Borgo di Nettuno non li può risolvere un sindaco da solo, occorre un intervento sinergico delle istituzioni, occorre guardare un po’ più in là. Gli strumenti a disposizione sono pochi e vanno utilizzati con intelligenza” – lo comunica in una nota il candaidato sindaco di Nettuno Giacomo Menghini.

“Noi proponiamo un Patto per la Sicurezza, quale modello di sicurezza partecipata, che veda coinvolti da un lato lo Stato, rappresentato dalla Prefettura, con la Questura di Roma e il Comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri, dall’altro gli Enti Locali, rappresentati dai sindaci di Nettuno, Anzio e Ardea, perché il territorio di competenza delle Forze di Polizia dello Stato comprende i tre comuni e non possiamo pensare di agire senza tenerne conto. Proponiamo di concordare l’utilizzo delle risorse umane presenti sul territorio, ripartendo le competenze tra le varie Forze di Polizia in maniera da ottimizzare le risorse umane e strumentali, valorizzando il ruolo della Polizie Locale consentendo così di liberare risorse alla Polizia di Stato e all’Arma dei Carabinieri per operare specificatamente nel contrasto della criminalità”.

“Chiediamo pertanto alla d.ssa Moscarella di attivarsi in merito, integrando il personale della Polizia Locale di Nettuno, assumendo gli agenti stagionali e attivarsi con il Prefetto per proporre l’adozione di un Patto per la Sicurezza, coinvolgendo anche i comuni di Anzio e Ardea”.

“Un uomo è in fin di vita, un giovane l’ha ridotto in fin di vita – dichiara Giacomo Menghini – due vite appese ad un filo, per ragioni diverse. Il solito teatro, il Borgo di Nettuno, luogo scelto da qualche decennio per i giovani di Nettuno e dei comuni limitrofi per la movida, con tutto quello che ne consegue, lecito ed illecito. Auguriamo alla vittima di riprendersi e guarire in fretta così come auguriamo al carnefice di redimersi, ma aldilà degli auguri pensiamo che occorra intervenire e bisogna farlo al più presto, con decisione e con la collaborazione di tutti gli Enti e le istituzioni”.

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