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Referendum, Cozzolino: “Andrò a votare per il sì”

Il Sindaco: "Le logiche del ricatto occupazionale non possono essere un riferimento quando si pianifica la strategia energetica di un Paese"

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Il Faro on line – “Domenica 17 aprile andrò a votare e voterò Si. Lo farò con convinzione e con cognizione di causa. Invito tutti i civitavecchiesi a farlo: è diritto e dovere di ogni cittadino esprimersi nell’urna elettorale e quindi è bene che ci si informi e poi si voti in maniera consapevole, che sia un “si” o un “no”. Il diritto al voto è stato conquistato con enormi sacrifici dai nostri avi e va difeso andando a votare ogni qual volta ce ne è occasione.
E’ ora che questo Paese cambi passo e soprattutto modalità di pensiero oltre che di azione. Il terzo millennio è quello delle energie rinnovabili e non quello delle fossili. Su questo tema devono essere incentrati gli sforzi del Paese e non possono esserci ripensamenti di sorta” – lo dichiara in una nota Antonio Cozzolino, sindaco di Civitavecchia.

“Domenica voterò “si” – prosegue il primo cittadino – perchè le società petrolifere hanno già concessioni di durata anche trentennale, rinnovabili alla loro scadenza. Il quesito referendario chiede agli italiani di abrogare la norma che prevede un ririnnovo automatico fino all’esaurimento del giacimento. Tale rinnovo automatico delle concessioni può essere un pericoloso stratagemma, utile a mantenere attive al minimo quelle piattaforme ormai di fatto esaurite, senza pagare royalties e rinviando all’infinito le costose ma necessarie operazioni di bonifica. Chi dice che la vittoria del “si” porterebbe all’immediata chiusura di tutti i giacimenti dice il falso e dovrebbe spiegare agli italiani perchè lo fa”.

“Voterò “si” perchè le logiche del ricatto occupazionale non possono essere un riferimento quando si pianifica la strategia energetica di un Paese moderno e che deve guardare alle rinnovabili come vero patrimonio economico del futuro.
“Voterò “si” perchè la stessa FIOM ha certificato che i posti di lavoro a rischio per piattaforme a meno di 12 miglia dalla costa saranno forse un centinaio, mentre i detrattori del referendum ancora oggi parlano strumentalmente di “30.000” posti di lavoro”.

“Voterò “si” perchè un incidente rilevante a meno di 12 miglia dalla costa in un mare chiuso come il Mediterraneo sarebbe una catastrofe con ricadute ambientali, occupazionali, di immagine per un Paese che deve fare della propria bellezza e dei propri mari il suo punto di forza economica” – conclude Cozzolino.

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