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Sottopasso, a fine mese incontro tra Regione e Ministero. In ballo 48 milioni di euro

La vera storia del sottopasso. Il primo progetto risale al 1973, proposto da Domenico Perna Ruggiero. Nel 1995 Bozzetto lo inserì nei programmi dei Prusst, ma l’idea si areno'

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Il Faro on line – Se ne è iniziato a parlare in campagna elettorale, quando Montino lo ha proposto come cavallo di battaglia per le “grandi opere”. Il “sottopasso” è diventato un punto di forza per una parte politica, motivo di scherno per gli avversari, ha destato perplessità e consensi, preoccupazioni e speranze. Critiche e applausi. Ad oggi non c’è nulla di concreto, anche se il Sindaco ne ha parlato ufficialmente appena pochi giorni fa, in occasione di un incontro con i socialisti. Lo abbiamo rivisto sempre solo su carta, beninteso – anche nel progetto per il nuovo plateatico che dovrebbe ospitare il mercato comunale. Eppure il sottopasso non è roba dei nostri tempi, ma affonda le radici in idee proposte moltissimi anni fa, e ribadite nel tempo. 

Certo, i più giovani non sanno nemmeno di cosa parliamo, qualcuno dei promotori non c’è più, qualcun altro invece si e ancora fa politica. Ma, come sempre in Italia, la memoria è corta. E allora siamo andati noi a rispolverare progetti persi nei cassetti del tempo, per ricostruire la vera storia del progetto del sottopasso.Ciò che stiamo per scrivere è stato pubblicato nel 1973, ed era un’idea di Domenico Perna Ruggiero. A leggere ciò che scriveva si resta increduli; sembra la cronaca di una “normale” giornata di oggi, e fa tristezza – se non rabbia. Toccare con mano quanto nulla sia cambiato.

“Fra le tante carenze di cui soffre Fiumicino – scriveva Perna – c’è il collegamento tra le due parti in cui la cittadina è divisa dal Tevere. Il ponte levatoio 2 Giugno è del tutto insufficiente ad assicurare il servizio tra Lido del Faro e Fiumicino centro… Per quanti sforzi facciano i vigili urbani non si riesce ad alleggerire il caos tremendo che si genera ai due cancelli d’accesso al ponte”. Così parlava Perna nel ’73, e sfido a non riconoscere nelle sue parole una descrizione di cosa viviamo oggigiorno. Tra le soluzioni ipotizzate all’epoca, ben 43 anni fa, quasi mezzo secolo, c’era quella di “un tunnel sottomarino – ipotizzava Perna – che unisca via del Canale con il lungomare. E’ la soluzione del lungo periodo”.

Ipse dixit, nero su bianco, nell’edizione datata agosto 1973 del periodico  Il Corriere di Fiumicino.Qualche anno dopo, nel dicembre del 1995, fu il compianto Giancarlo Bozzetto a riproporre una soluzione simile. L’occasione fu data dall’approvazione del primo Prusst (i programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio) all’interno del quale fu inserita la realizzazione del sottopasso del Tevere a Fiumicino centro come opera fondamentale per rilanciare l’economia locale sistemando viabilità stradale e fluviale. Già all’epoca, in maniera che oggi possiamo definire lungimirante, Fiumicino veniva definita come porta dell’area metropolitana di Roma. Ma non se ne fece nulla. E veniamo a oggi.

L’Assessore ai Lavori Pubblici di Fiumicino Angelo Caroccia, ha informato che per il sottopasso esiste un progetto che richiede un impegno di spesa di 48 milioni di euro e si è in attesa di un incontro per fine mese con la Regione, l’Anas e il Ministero delle Infrastrutture per un impegno congiunto e l’affidamento all’Anas del progetto esecutivo. Sarà la volta buona?
Angelo Perfetti
 

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