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Abusi sul litorale: una farsa la delibera comunale

M5S: "Il futuro è tutto da scrivere, anche se gli scenari non sono certo rassicuranti"

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Il Faro on line – Passato e presente del litorale di Ladispoli sono costellati da molteplici episodi di cattiva gestione, abusivismo e omissioni. Il futuro è tutto da scrivere, anche se gli scenari non sono certo rassicuranti. Partiamo da un presupposto. La legge in merito ai tratti di litorale extraurbano parlava e parla chiaro: “Il territorio costiero compreso in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia è sottoposto a vincolo paesaggistico”. Nel 1977, il Comando dei Carabinieri di Civitavecchia, sollecitato dall’allora Giunta Gandini, effettuò un primo intervento sul litorale di via Roma e nel Camping Riviera nel bosco di Palo, disponendo l’abbattimento delle strutture abusive. Nonostante ciò, negli anni l’illegalità ha ripreso il sopravvento con abusi progressivamente più rilevanti, fino a spingersi all’interno dell’oasi protetta di Torre Flavia. Le trasformazioni fisiche dei terreni e le destinazioni loro impresse risultano essere al di fuori di ogni ambito legislativo, in parole povere sono tutte abusive e non condonabili” – lo dichiara in una nota il Movimento 5Stelle di Ladispoli.

“Come è possibile che tutto ciò sia avvenuto? – prosegue la nota – Tale abusivismo pluridecennale sembra giovarsi da sempre della condiscendenza del Comune di Ladispoli. Il motivo è presto detto: tra i proprietari di quei terreni troviamo molti politici ed ex politici ladispolani. Ad esempio il Camping Queen, di proprietà della famiglia Grando, ha ricevuto recentemente l’ordine di demolizione di ben 6 strutture abusive. A queste attività, l’Amministrazione da anni rilascia autorizzazioni stagionali provvisorie, assumendo un ruolo attivo nel consolidamento dell’abusivismo, ma giustificandole come segue: “…a condizione che al termine della stagione estiva vengano rimosse le strutture precarie autorizzate”; “…con l’obbligo di accertamento da parte dei Vigili Urbani e dell’Utc…”; “…e che in caso di mancata rimozione scatterà il divieto di autorizzazione per la stagione estiva successiva…”; “…l’autorizzazione è rilasciata in attesa che siano definite le istanze di condono edilizio”. Così gli anni sono trascorsi tra costruzioni abusive, scarichi direttamente al suolo, impianti non a norma, assenza di sistemi di sicurezza, condizioni pessime dei servizi igienici ecc”.

“Finché il Movimento 5 Stelle di Ladispoli, nel novembre 2014, presentò un dettagliato esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia con l’obiettivo di ripristinare legalità e sicurezza ambientale e sanitaria, provocando un vero e proprio terremoto. Infatti la Guardia di Finanza e la Capitaneria di Porto, appurato che i controlli previsti venivano sistematicamente evasi, ponevano sotto sequestro diverse attività. Le indagini sono tutt’ora in corso. Nonostante la sua chiara responsabilità, l’Amministrazione comunale ha tentato goffamente di correre ai ripari. Il 25 Febbraio 2016, il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità una delibera sulla “riqualificazione” del litorale di Ladispoli che appare un evidente bluff e contiene un incredibile mix di errori e falsità. In attuazione di questa, è seguita recentemente una delibera di Giunta. Maggioranza e opposizione mentono sapendo di mentire: il loro intervento, impacciato e tardivo, è chiaramente costituito da azioni oggettivamente inattuabili. Inoltre, per il Sindaco e tutti i partiti presenti in Consiglio, “riqualificare” il litorale significa avviarlo all’ennesima speculazione edilizia e annessa sanatoria di abusi privati, pagata con i soldi (10 mila euro) dei cittadini di Ladispoli”.

“Come al solito, nella nostra città l’interesse pubblico cede costantemente il passo a quello privato.Il destino del litorale di Ladispoli dipenderà da chi governerà in futuro la nostra città. Facile immaginare lo scenario che si presenterebbe se rimanessero ai loro posti i soliti noti che hanno permesso tutto ciò. Il Movimento 5 Stelle ha le idee molto chiare sugli obiettivi: salvaguardare turismo, ambiente e salute dei cittadini, senza scendere a compromessi con l’illegalità.Cosa fare nell’immediato futuro? Anche in questo caso la legge è molto chiara: “… è il dirigente comunale ad esercitare la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia nel territorio ed è sempre lui ad ingiungere al proprietario la rimozione dell’abuso. In assenza di tale rimozione, entro il termine di 90 giorni dalla ingiunzione, il dirigente procede ad acquisire al patrimonio comunale le aree con le sovrastanti opere abusive”. In parole povere il Comune è tenuto a ordinare la demolizione di tutte le strutture abusive, far sgomberare la zona, far ripristinare l’area ed eventualmente acquisirla a patrimonio pubblico”.

“Per quel tratto di costa, l’intenzione del M5S, una volta concluso il procedimento avviato dalla Procura, è promuovere il turismo concedendo autorizzazioni solo per specifiche strutture rimovibili stagionali, come previsto dalla normativa vigente. Le aree verrebbero concesse in una sorta di “comodato d’uso”. Un’eventuale amministrazione a 5 Stelle gestirebbe il tutto nella legalità, in maniera trasparente, condividendo le proposte con i cittadini, indicendo bandi pubblici, sollecitando gli organi competenti (Polizia Municipale, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, ecc.) a serrati controlli e vigilando direttamente affinché non si ripresenti mai più il disastro dei decenni passati.I cittadini sono ora consapevoli che la responsabilità di tutto ciò è soprattutto politica; speriamo, per il bene di tutti, che ne tengano conto anche in cabina elettorale” – concludono i Pentastellati.

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