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Canile, il bando sarà rifatto

La notizia ufficializzata in Commissione Trasparenza, presieduta da Fabiola Velli (M5s). Prioritario adesso rispettare la delibera regionale 43/2010 sugli animali di affezione

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Il Faro on line – Vizi formali e vizi di contenuti. Con questa motivazione in Commissione Trasparenza è stata ufficializzato l’avvio della procedura di annullamento della gara riguardante il trasferimento dei randagi, che tante polemiche ha creato in quanto la destinazione degli animali era addirittura la Campania.Il cosiddetto «caso-canile» sembra così arrivato a un punto di svolta.

Già in passato il Movimento 5 Stelle aveva formalmente chiesto l’annullamento del bando, ma di fatto non accadeva nulla in quanto si aspettava il parere dell’Avvocatura generale dello Stato che indicasse nel dettaglio i vizi contestati. Poi però, tra le pieghe delle carte, è uscito fuori che la segnalata convenzione con Grottaferrata per lo svolgimento di un servizio simile in realtà non c’era. Mancava così un elemento fondamentale, perché era propedeutico a dimostrare che il sistema di trasferimento era già operativo nel Lazio. Pur non essendo utile ai fini del punteggio (la ditta vincitrice si è aggiudicata l’appalto per un solo punto) era comunque importante per ciò che riguarda le garanzie generali dell’appalto.

E così – come detto – è stata avviata dal 15 aprile la procedura di annullamento del bando. La legge prevede dieci giorni per presentare controdeduzioni, poi in assenza di contestazioni diventerà operativo.“Spero che il Comune – afferma Fabiola Velli, del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Trasparenza – nel rifacimento del bando tenga conto della delibera di Giunta regionale 43/2010, quella che tutelare gli animali da affezione, voluta proprio da Montino.

In quel documento era chiarito che non era possibile spostare gli animali fuori regione, se possibile lasciarli entro la provincia o meglio ancora dentro il territorio comunale”. Una segnalazione di cui tener conto per evitare di ritrovarsi con lo spettro della «deportazione».
Angelo Perfetti
 

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